Attenzione. Pericolo buche
Fra le tante insidie che i pedoni devono evitare, con sempre maggiore frequenza, ci sono le buche nei marciapiedi create dal cedimento del terreno sottostante senza contare quelle, ben più pericolose che si aprono sulle strade, con le inevitabili conseguenze che producono nella già caotica circolazione veicolare.
Infatti, in molti punti del nostro territorio, è facile imbattersi in “toppe” provvisorie di bitume necessarie per eliminare le falle dei marciapiedi e la sicurezza di chi li percorre.
In verità, questi interventi manutentivi, non sono particolarmente efficaci, perché estremamente superficiali e di natura emergenziale e non strutturale.
Le buche che si aprono portano alla luce la complessa tipologia del sottosuolo dei nostri Quartieri del V municipio, ricco di gallerie, fungaie e vuoti (catacombe comprese) che lo rendono quanto mai cedevole rispetto alle sollecitazioni cui è sottoposto, non ultimo anche dalle intemperie, che vi si riversano con estrema violenza e in tempi rapidissimi, tali da non consentire un assorbimento progressivo e meno impattante sulla già precaria situazione descritta.
Il problema non è di facile soluzione e, soprattutto, impone drastici interventi di consolidamento di strade e marciapiedi e, più in generale, riguardo alla generale stabilità delle costruzioni esistenti e per i manufatti che ancora vi sorgeranno.
Per evitare guai maggiori, purtroppo già visti a Roma ma anche in altre città, sarebbe necessario allestire una fitta rete di monitoraggio del terreno, per studiarne i movimenti e le trasformazioni, intervenendo in via preventiva laddove la tecnologia, gli esperti della materia, le migliori tipologie di salvaguardia del territorio, dovessero segnalare l’urgenza di eliminare pericoli reali e/o potenziali di crolli e cedimenti.
È un impegno gravoso e di ingente valore economico ma non più oltre differibile, perché i segnali che si colgono in proposito non sono affatto rassicuranti. Tuttavia, parte di tale onerosa operazione, potrebbe essere assorbita adottando un’integrata pianificazione delle iniziative da assumere, affidando alla massima Autorità istituzionale il compito di controllo e verifica di quanto e come si è operato al riguardo e delle proposte “da mettere a terra” per minimizzare i pericoli di eventuali ulteriori criticità.
Prevenire è meglio che curare.
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