Attacchi alle raffinerie, la Russia corre ai ripari: “Stiamo importando petrolio”
ROMA – La Russia, uno dei principali produttori ed esportatori di petrolio al mondo, è costretta ora ad acquistarlo all’estero. Lo ha confermato il vice primo ministro Alxander Novak, in un’intervista alla tv di Stato ripresa dall’agenzia di stampa Tass. “Le importazioni sono già cominciate, e sono state adottate le necessarie regolamentazioni per permettere produzioni aggiuntive di carburanti di standard inferiori, cioè Euro 2, Euro 3 e Euro 4″, ha dichiarato Novak, senza spiegare le cause di questa decisione. Ma gli attacchi ucraini contro le raffinerie e le infrastrutture russe degli ultimi mesi hanno ridotto la produzione, tanto che già a inizio luglio il Paese aveva vietato le esportazioni di gasolio per consentire di soddisfare il fabbisogno interno. Poi era stato il turno della benzina, con un divieto all’export prorogato fino alla fine dell’anno.
Putin: “Gli attacchi rallentano l’economia”
Lo stesso Vladimir Putin oggi ha ammesso che gli attacchi stanno rallentando l’economia. Il leader del Cremlino ha parlato al Consiglio per lo Sviluppo strategico e i progetti nazionali a Mosca, dove ha ribadito la sua posizione sull’economia russa, affermando che “i dati statistici indicano che la performance economica, sebbene complessivamente modesta, rimane positiva”.
“Chiaramente”, ha po aggiunto, “il ritmo dell’attività economica è influenzato da una serie di fattori, tra cui le pressioni esterne e gli attacchi terroristici contro impianti industriali e infrastrutture“. Il presidente russo ha poi assicurato che le conseguenze degli attacchi “non sono critiche” anche se “tuttavia, ci causano danni: questo è ovvio e lo riconosciamo e comprendiamo appieno”.


Da chi compra carburante Mosca
“Ci aspettiamo che un certo numero di raffinerie di petrolio concludano la manutenzione in un prossimo futuro, e che la situazione migliori in modo significativo”, ha aggiunto il vice premier russo. Novak non ha precisato i volumi del greggio acquistato né da quali Paesi vengano effettuate le importazioni, ma diversi media ipotizzano che si possa trattare dell’India e del Kazakhstan, oltre che della Bielorussia. Il vicepremier ha osservato che le autorità stanno monitorando attentamente la situazione nel settore e si stanno adoperando per risolvere la carenza di carburante nelle regioni.


In precedenza, Novak aveva dichiarato all’agenzia Tass che la Russia aveva accumulato scorte di carburante sufficienti a soddisfare la domanda interna, ma che gli acquisti dettati dal panico avevano fatto aumentare la domanda di circa il 20%-30%. La scorsa settimana Reuters ha riferito che la Russia aveva importato gasolio dall’Asia. Secondo i dati Lseg, almeno altri due carichi di benzina provenienti dall’India dovrebbero arrivare nei porti russi nelle prossime due settimane.
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