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ATA dimenticati e stipendi da fame, Barbacci (Cisl Scuola): “Stabilità negata, base stipendiale più bassa di tutta la PA, è intollerabile. Senza fondi stabili, settembre sarà un problema” [VIDEO]

“Servono soldi e un fondo stabile, non possiamo più aspettare”. A lanciare l’allarme è Ivana Barbacci, segretaria generale nazionale della Cisl Scuola, ospite di Orizzonte Scuola TV per un’intervista a tutto campo.

Al centro del confronto le spine nel fianco del comparto Istruzione: dal rinnovo del contratto 2025-2027 alle assunzioni del personale ATA, con un’attenzione particolare alle posizioni economiche bloccate e alle graduatorie rimaste in sospeso.

La sindacalista non usa giri di parole sulla vicenda delle posizioni economiche del personale ATA, ferma a un punto morto che rischia di minare la fiducia nella contrattazione. “C’è stata una battuta d’arresto che riteniamo assolutamente necessario venga superata”, ha dichiarato Barbacci. “Non chissà quando, ma nelle prossime ore. Dobbiamo dare certezza legittima a uno strumento contrattuale a cui abbiamo creduto molto e che è costato molta fatica. Fu una vera scommessa del contratto 21-24 e non possiamo disattendere le aspettative”.

Secondo la leader della Cisl Scuola, l’errore di fondo è stato affidarsi a finanziamenti spot. Nel precedente contratto si era stabilito di creare un fondo apposito per garantire regolarità nei pagamenti, con un’autonomia che non dipendesse ogni volta dal Ministero dell’Economia. “Questo rimane il principio”, ribadisce Barbacci. “Il fondo deve essere stabile, alimentato in maniera costante e permanente”. La denuncia si fa più aspra quando ricorda i tempi biblici delle procedure: “Ci sono voluti due anni per riattivare le posizioni, i concorsi sono partiti nel 2024 e ora sono terminati. Dobbiamo coprire anche il biennio 24-26”.

In un’anticipazione che sa di ultimatum, la segretaria ha svelato che i ministeri stanno cercando una quadra, ma la Cisl non intende rimanere a guardare. “So che il Ministero dell’Economia insieme a quello dell’Istruzione stanno trovando la soluzione per coprire tutti gli anni e mettere a regime dal 2024 in avanti. Noi abbiamo fatto una richiesta di incontro per parlare sia della copertura assicurativa che delle posizioni economiche. Vogliamo riavviare l’anno scolastico a settembre con la serenità di avere le posizioni economiche attive dal 2024”. Tradotto: servono più risorse e una programmazione certa. “Servono i soldi che servono per coprire un contingente programmabile, che deve avere un fondo stabile”, incalza.

Ma il fronte caldo non si esaurisce qui. Barbacci punta il dito anche contro le immissioni in ruolo del personale ATA, un meccanismo che definisce “inadeguato”. Mentre per i docenti il 1° luglio ha portato qualche novità, per gli assistenti amministrativi e i collaboratori scolastici l’incertezza regna sovrana. “È una scelta che si sta reiterando: coprire esclusivamente con le nomine in ruolo il turnover. La riteniamo assolutamente inadeguata”, tuona la segretaria. “Tra le fragilità del sistema c’è l’instabilità del personale ATA”.

L’appello è diretto al ministro Valditara in vista della Legge di Bilancio 2027. “Chiederemo al governo una più ampia copertura dei posti. Sono circa 30.000 i posti vacanti che devono essere coperti. Se non ci sono le condizioni per farlo in un’unica soluzione, si programmi un piano di assunzioni progressivo in due o tre anni”. Barbacci rivendica la priorità per una categoria dimenticata: “Il personale ATA, in tutta la pubblica amministrazione, ha la base stipendiale più bassa. Almeno si lavori sulla loro stabilità. Poi parallelamente noi continueremo a lavorare con la contrattazione”. Una richiesta chiara, in vista di quella che definisce “la legge di bilancio di fine mandato”, dove la politica è chiamata a dare un segnale forte partendo dai più fragili.


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