Assi di forza in Valbisagno, il 17 settembre assemblea pubblica a Molassana: ecco i nodi più spinosi

Genova. Ora la convocazione è ufficiale: appuntamento giovedì 17 settembre alle 17.30 nell’auditorium di via Molassana per l’assemblea pubblica sul progetto degli assi di forza in Valbisagno. Al confronto, che sarà aperto a tutta la cittadinanza, parteciperanno gli assessori comunali Massimo Ferrante (Infrastrutture) ed Emilio Robotti (Mobilità).
Giornata che si preannuncia calda in un territorio dove il futuro del trasporto pubblico e della mobilità in generale continua a generare polemiche e preoccupazioni. Nei piani del Comune c’è l’attivazione dei nuovi bus elettrici flash charging nel mese di ottobre, ma l’attuazione del progetto, arrivato a costare ormai più di 600 milioni di euro, è ancora appesa a numerose incognite. Una su tutte, l’assetto della viabilità in sponda destra che dovrà essere modificato per garantire alla linea della Valbisagno una quota minima di corsie riservate e mantenere la velocità commerciale sopra i 15 km/h. Non si tratta solo di un requisito ministeriale, ma anche di un obiettivo chiave del piano di risanamento di Amt, come testimoniano le tensioni delle ultime settimane sui tagli al servizio.
“Cercheremo di approfondire gli aspetti su cui ci sono più perplessità – spiega il presidente del Municipio Media Valbisagno Lorenzo Passadore – fermo restando che alcune modifiche alla viabilità previste non potranno essere facilmente attuate a causa dei cantieri, e non solo quello dello scolmatore. La nostra posizione? Assecondare il più possibile le esigenze del territorio, ma bisognerà trovare un punto di mediazione. Purtroppo è tardi per fare un confronto e chi dice il contrario mente spudoratamente sapendo di mentire”.
Il nodo viabilità, il collegamento con Caricamento e i lavori sulle rimesse
Il progetto definitivo, mai sottoposto formalmente a variante, prevede nuovi tratti di corsia riservata in via Molassana, il doppio senso in via Emilia e un breve tratto di Ztl a San Gottardo per indurre il traffico di attraversamento a spostarsi in sponda sinistra. Il Municipio, con un documento condiviso, aveva chiesto di attivarla solo per due ore al giorno, dalle 6 alle 8 del mattino, per incidere il meno possibile su residenti e attività commerciali.
Ora bisognerà capire quali sono i reali margini di discussione, tenendo conto però che l’asse di forza su gomma potrebbe restare per molto tempo l’unica infrastruttura di trasporto pubblico in Valbisagno (lo Skymetro è ormai definanziato e l’ipotesi cabinovia è subordinata all’esito del futuro dibattito pubblico) e che la stessa giunta Salis aveva promesso di renderlo più efficiente anche a costo di penalizzare il traffico privato.
C’è poi un altro tema spinoso: la sindaca ha garantito che non ci saranno modifiche ai percorsi delle linee sino a fine anno, ma l’asse della Valbisagno prevede il capolinea alla Foce presso piazzale Kennedy e non in via Turati come l’attuale 13. L’attivazione dei bus flash charging, che devono ricaricare le batterie in alcuni punti predisposti lungo il tracciato, inciderà anche sul percorso delle linee? In passato Amt aveva già cercato di eliminare il collegamento diretto tra Prato e Caricamento e coprire con altri bus la circonvallazione a mare, per risparmiare e anche per incentivare l’interscambio con la metropolitana, ma proteste e disservizi avevano spinto al dietrofront.
L’impatto del progetto sulla Valbisagno è relativo anche ai lavori sulle rimesse: sono in corso (pur con notevoli ritardi) quelli per la copertura delle Gavette, mentre deve ancora partire il cantiere per la struttura di via Bobbio, destinata a ospitare un’officina e un parcheggio d’interscambio. E poi c’è la “nuova” rimessa Guglielmetti, dove un tempo sorgeva il principale polo manutentivo dell’azienda, già soggetta a problemi di allagamento come denunciato dai lavoratori lo scorso agosto.




