Assegnazioni provvisorie, Anief chiede la deroga per i genitori con figli di 15 e 16 anni: “Stato tuteli la famiglia, non ci sarebbero costi”

Si avvicina la finestra per le domande di assegnazione provvisoria del personale scolastico.
Lo ricorda Chiara Cozzetto, segretaria generale dell’Anief, secondo cui la procedura dovrebbe partire nel mese di giugno. Il meccanismo – annuale e riservato ai docenti di ruolo – consente di ottenere una sede temporanea diversa da quella di titolarità. “Ricordiamo che l’assegnazione provvisoria è una procedura di assegnazione annuale, alla quale può partecipare il personale di ruolo”, ha dichiarato Cozzetto. “Per il nostro sindacato è indispensabile prevedere, almeno per le assegnazioni provvisorie, una deroga che garantisca la possibilità di presentare domanda anche a coloro che hanno figli di età di 15 o 16 anni”, oltre ai bambini e ragazzi fino a 14 anni già contemplati.
Il sindacato rivendica il risultato già ottenuto in passato, quando è stata riconosciuta la deroga per chi ha genitori ultra sessantacinquenni. “L’impegno del nostro sindacato è concreto e costante nel perseguire l’obiettivo di ottenere questa ulteriore deroga, che si aggiungerebbe a quella già conquistata”, ha aggiunto la sindacalista. Per ricevere consulenza quando la procedura sarà avviata, Cozzetto invita a contattare le sedi Anief provinciali.
A sostenere la battaglia è anche Marcello Pacifico, presidente nazionale del sindacato. Il quadro che descrive è fatto di numeri importanti: dopo i trasferimenti restano vacanti oltre 47 mila cattedre, a cui si aggiungono i posti in organico di fatto e le decine di migliaia in deroga sul sostegno (almeno 50 mila). “Come sindacato di categoria torniamo a chiedere al Governo di collocare la deroga, peraltro già adottata per l’anno scolastico in corso, nel primo decreto legge utile”, afferma Pacifico.
Secondo il leader dell’Anief, la Costituzione impone allo Stato di rispettare la famiglia e di rimuovere gli inutili paletti che portano a disgregarla. “Dopo i pensionamenti e le immissioni in ruolo, non avendo approvato il doppio canale di reclutamento, rimarranno anche quest’anno almeno 150mila posti da assegnare a supplenze: in queste condizioni, ci sono tutti i presupposti perché si possa attuare il diritto al ricongiungimento alla famiglia, che tra l’altro non avrebbe alcun costo per lo Stato”, ha concluso Pacifico.
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