Assalto Byd all’auto europea, ora vale quanto i big tedeschi Mercedes, Bmw e Vw

MILANO- Il primo gruppo automobilistico cinese Build Your Dreams, meglio noto come Byd, è diventato l’incubo dell’industria automobilistica tedesca. Da inizio anno tutte le aziende dell’automotive sono sotto pressione, ma quelle tedesche più delle altre. Byd vale ormai sul mercato 115 miliardi di euro, poco meno della somma delle capitalizzazioni di Mercedes (43 miliardi, e -24% da inizio anno), Volkswagen (37 miliardi e -28,6%) e Bmw (35,8 miliari e -36,7%). Una fotografia che fa riflettere, sia perché fino a 23 anni fa le auto di Byd non esistevano, sia perché in Europa il colosso guidato da Stella Li, e gli altri gruppi cinesi come Geely, Saic Motor, Xpeng, Leapmotor e Xiaomi stanno conquistando quote di mercato, mentre i costruttori occidentali – e in particolare quelli tedeschi – abbandonano il mercato cinese perché non riescono a essere competitivi.
Il mercato cinese si restringe e i produttori locali esportano di più
Nel primo semestre di quest’anno Mercedes ha venduto 1.153 macchine in Cina, nello stesso periodo Xiaomi ne ha vendute 80mila «Il mercato cinese è sotto pressione per la prolungata crisi del settore immobiliare – scrive in un report di Jp Morgan – ma le case tedesche perdono quote in Cina perché le auto sono più care e i modelli a benzina non vendono». Se in Cina a fine 2025 si vendevano 29milioni di auto, quest’anno la stima è di 25milioni per cui tutte le case cinesi hanno spinto sull’export. Geely nel primo semestre ha aumentato del 158% le esportazioni a 474mila unità (più delle 420mila unità dell’intero 2025) e per il 2026 stima di arrivare a quota 920mila. Non c’è da stupirsi quindi che Geely in Borsa valga oltre 25 miliardi di euro, più di Reanult (8,4 miliardi) e Stellantis (12,7 miliardi) insieme. Byd – che annuncerà la semestrale il 28 agosto – nel primo trimestre ha venduto 700.463 auto elettriche e ibride, di cui il 46% all’estero.
Rivoluzione tecnologica e dell’auto elettrica
I motivi sono vari, in tutto il mondo il passaggio all’elettrico ha creato profondi scompensi; l’auto si è riempita di tecnologie che richiedono massicci investimenti ed economie di scala che solo Tesla e i colossi cinesi hanno portato avanti con determinazione, infine la rivoluzione elettrica e tecnologica ha reso improvvisamente “vecchie” le vetture tradizionali.
Morale la sovracapacità produttiva è ovunque (non solo in Europa dove Vw ha già annunciato 100mila esuberi), la concorrenza si fa più serrata e il consolidamento sarà inevitabile. Sia in Cina – dove ci sono 158 aziende che lanciano oltre 500 modelli all’anno -– sia in Europa dove invece la ristrutturazione è in corso, ha frenato gli investimenti sui nuovi modelli. Dopo Geely con Volvo, Saic con Mg anche Xiaomi ( interessata ad una parnership con Stellantis su Maserati e Cassino) e Byd (che in passato ha provato, senza successo, a rilevare Renault) cercheranno di accaparrarsi nuovi marchi europei. E lo faranno sia per avere un sito produttivo in loco, sia per conquistare quella clientela meno giovane che ancora non è migrata all’elettrico. E il consolidamento dell’auto potrebbe essere preceduto da quello dei componenti, dato che Bruxelles ha imposto che il 70% di pistoni, bulloni e gomme sia Made in Europe. ©RIPRODUZIONE RISERVATA
Source link




