Asp di Vibo, le parole di Sestito e Battistini
Rivelatasi esatta l’indiscrezione, anticipata in esclusiva un paio di mesi addietro dal Quotidiano del Sud, sull’arrivo di un nuovo commissario straordinario alla guida dell’Asp di Vibo: la giunta regionale ha deciso il cambio della guida: via Sestito che va a Cosenza, ritorna Battistini
VIBO VALENTIA – SI è rivelata esatta l’indiscrezione, anticipata in esclusiva un paio di mesi addietro dal Quotidiano del Sud, sull’arrivo di un nuovo commissario straordinario alla guida dell’Asp di Vibo: ieri infatti la giunta regionale ha ufficializzato le nuove nomine: l’attuale commissario Vittorio Sestito lascia dopo appena cinque mesi (era stato nominato commissario nell’aprile scorso) per insediarsi come direttore generale a capo dell’Asp di Cosenza e al suo posto il presidente Occhiuto ha nominato, in qualità di commissario straordinario, Antonio Battistini, ex generale medico dell’esercito.
Caduto nel vuoto, dunque, il recente appello rivolto ad Occhiuto da vari sindacati medici vibonesi che avevano chiesto la fine del regime commissariale. Per Battistini si tratta di un ritorno, avendo guidato l’azienda dal 7 giugno 2023 a fine settembre 2024. L’avvicendamento sarà operativo dal 23 mattina, dopo la firma del contratto.
BEN SETTE COMMISSARI NEGLI ULTIMI 5 ANNI ALL’ASP DI VIBO
A ben pensarci, l’Asp vibonese sembra un’azienda dalle porte girevoli, con un nutrito via vai di commissari straordinari, ben sette negli ultimi cinque anni, forse un record nazionale. Si parte dal 2021, col commissario catanzarese Giuseppe Giuliano. Due anni dopo, il 14 giugno 2023, a seguito di un’inchiesta giudiziaria su falsi dati Covid, arrivò proprio Battistini che rimase al timone poco più di 12 mesi, come detto fino al 9 ottobre 2024 quando, dopo lo scioglimento dell’Asp per infiltrazioni mafiose, si insediò la commissione straordinaria guidata dall’ex prefetto Vittorio Piscitelli, affiancato dai due commissari Gandolfo Miserendino e Gianluca Orlando.
La girandola è proseguita quando, inopinatamente, dopo appena 10 mesi, a seguito di polemiche varie nella sanità vibonese, Piscitelli fu costretto a fare le valige (affermò infatti di non essersi dimesso ma di essere stato “dimissionato”) per fare posto al collega ex prefetto Gianfranco Tomao che occupò la poltrona dirigenziale dall’agosto 2025 fino ad aprile 2026.
Al suo posto, con la medesima qualifica di commissario, la Regione insediò Vittorio Sestito, che già ricopriva l’incarico di direttore amministrativo. Da allora sono passati appena cinque mesi ed ecco il nuovo (l’ultimo?) avvicendamento: Sestito a Cosenza, a Vibo ritorna Battistini.
«Quanti commissari – chiosa sarcasticamente un primario dello Jazzolino – Nemmeno il tempo di guardarsi attorno e già devono rifare le valige. Con un simile andazzo come si può pensare ad un rilancio della sanità vibonese?».
LE PAROLE DI SESTITO
«Ringrazio il presidente Occhiuto per la fiducia – spiega Sestito al telefono – ma, guardi, un po’ mi dispiace lasciare Vibo, e non sono parole di circostanza. Qui in pochi mesi, grazie all’impegno di tutti, abbiamo avviato un percorso virtuoso che ci ha portati, per dirne solo alcune, a ridurre le perdite di bilancio, redigere il piano del fabbisogno che ci ha consentito di procedere alle nuove assunzioni, ad avviare concretamente (unica azienda in Calabria) tutte le Case della comunità, sette su sette, con l’ottava in via di realizzazione a Filadelfia, ed altro ancora. Un percorso, dunque, del quale siamo molto soddisfatti».

Certo, ammette, avrebbe voluto fare ancora di più «ma sono certo che il generale Battistini, al quale porgo gli auguri di buon lavoro, farà certamente bene, anche perché conosce già questa realtà».
E lui, Battistini? Da buon militare, con tono cortese ma fermo rifiuta di fare dichiarazioni perché «prima viene la firma del contratto», ma certo non deve dispiacergli fare ritorno a Vibo, dove a detta di parecchi aveva lasciato un buon ricordo e dove, dunque, riprenderà da dove aveva lasciato, potendo anche contare sui risultati raggiunti da Sestito.

In questa girandola di avvicendamenti, resta una sola certezza: sono sempre là i tanti problemi, le carenze, le precarietà che continuano a gravare sulla sanità vibonese o, per meglio dire, sui servizi che l’azienda dovrebbe assicurare all’utenza in misura quanto meno dignitosa. E questo nonostante alcuni sporadici miglioramenti che però non cambiano, o almeno finora non hanno cambiato, il quadro d’insieme. E una delle cause, se non la maggiore, è appunto il continuo turnover della dirigenza apicale. Ecco perché ci si augura che da qui in avanti ci sia maggiore stabilità, che cessi questo incredibile turn over così da consentire a chi dirige di poter programmare a medio e lungo termine. Governare un’azienda così complessa col fiato sul collo non è certo il massimo. Per nessuno.
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