ArtemisiaLab in prima linea contro le nuove minacce infettive – Il Tempo
Dal monitoraggio dei dati alla medicina dei viaggi, il Polo Viaggi Cesmet – ArtemisiaLab conferma il proprio ruolo di eccellenza scientifica. Un presidio capace di trasformare sorveglianza epidemiologica, esperienza clinica e prevenzione in strumenti concreti per la tutela della salute.
Quando cambia la geografia delle malattie infettive, la medicina non può limitarsi a inseguire l’emergenza. Deve anticiparla. È su questo terreno che il Polo Viaggi Cesmet – ArtemisiaLab, Dipartimento di Medicina Tropicale e Malattie Infettive, diretto dall’infettivologo-tropicalista Paolo Meo, continua a rappresentare un punto di riferimento nell’analisi e nella prevenzione dei rischi infettivi legati ai viaggi, ai cambiamenti climatici e alla crescente circolazione di patogeni un tempo considerati lontani.
L’ultimo esempio arriva dalla West Nile, ormai tutt’altro che una minaccia esotica. L’analisi realizzata dal Polo Viaggi CESMET – Artemisia sui dati dell’Istituto Superiore di Sanità aggiornati al 19 agosto fotografa un fenomeno complesso: 312 casi confermati in Italia, 156 forme neuro-invasive e 13 decessi, con una circolazione documentata in 60 province di 16 regioni. Rispetto allo stesso periodo del 2025 diminuiscono casi e decessi, mentre aumenta l’estensione geografica della presenza del virus.
Ed è proprio nella capacità di andare oltre il semplice dato che emerge il valore dell’attività scientifica del Polo. Cesmet – ArtemisiaLab non si limita a registrare i numeri: li interpreta, li confronta e li traduce in indicazioni utili per la prevenzione e per la pratica clinica.
L’approfondimento sulla Pianura Padana ne è un esempio. Dietro la particolare diffusione della West Nile vengono individuati fattori ambientali ed epidemiologici precisi: acque stagnanti e ricche di sostanze organiche, presenza degli uccelli che costituiscono il serbatoio naturale del virus, temperature notturne elevate, inverni più miti e una crescente vicinanza tra aree abitate e habitat favorevoli alla Culex pipiens, la zanzara principalmente coinvolta nella trasmissione.
Ma c’è soprattutto il Lazio, territorio nel quale l’esperienza maturata sul campo assume un significato particolare.
Nel 2025 la provincia di Latina era stata al centro di una delle più importanti concentrazioni di casi. Il confronto elaborato dal Polo Viaggi Cesmet – ArtemisiLab evidenzia oggi un cambiamento radicale: Latina passa dai 171 casi considerati nel confronto 2025 ai 23 registrati al 19 agosto 2026, con una riduzione dell’87%. Nell’intero Lazio il dato passa da 197 a 48 casi nel confronto proposto dall’analisi.
Un risultato che non autorizza ad abbassare la guardia. Anzi. Roma registra 21 casi contro i 20 del confronto precedente, mentre le forme neuro-invasive salgono da 7 a 12. Il virus, dunque, non è scomparso dal Lazio: la sua geografia sta cambiando.
È esattamente qui che strutture specialistiche come il Polo Viaggi Cesmet – ArtemisiaLab mostrano la loro importanza: nella capacità di mantenere una sorveglianza costante anche quando l’attenzione mediatica sull’emergenza diminuisce.
L’eccellenza scientifica, infatti, non si misura soltanto nella capacità di intervenire quando l’allarme è già esploso. Si misura nella continuità: studiare i fenomeni, aggiornare i dati, riconoscere tempestivamente i segnali, informare correttamente i cittadini e trasferire l’osservazione epidemiologica nella pratica clinica.
È la filosofia che caratterizza l’attività del Polo Viaggi Cesmet – ArtemisiaLab: un punto d’incontro tra medicina dei viaggi, infettivologia, medicina tropicale e prevenzione, in un momento storico nel quale queste discipline stanno diventando sempre più centrali anche per chi non lascia l’Italia.
Cambiamento climatico, mobilità internazionale, modificazione degli ecosistemi e diffusione dei vettori stanno infatti progressivamente cancellando la vecchia distinzione tra malattie “tropicali” e malattie “europee”. La West Nile ne rappresenta probabilmente uno degli esempi più evidenti.
Per questo essere presenti significa soprattutto esserci prima: prima che una febbre venga sottovalutata, prima che un rischio epidemiologico diventi emergenza, prima che una nuova area di circolazione venga considerata tale soltanto dopo l’aumento dei ricoveri.
Il documento del Polo ricorda inoltre che la stagione non può essere considerata conclusa in agosto: storicamente il picco delle forme neuro-invasive si colloca tra la seconda metà di agosto e settembre e la finestra europea di trasmissione può protrarsi sino alla fine di ottobre.
È dunque una sfida che richiede competenza, continuità e capacità di leggere insieme clinica e territorio.
Ed è in questo scenario che ArtemisiaLab, attraverso il Polo Viaggi Cesmet, conferma una vocazione all’eccellenza scientifica che non nasce dall’emergenza del momento, ma da un lavoro costante di studio, prevenzione e assistenza.
Perché nella medicina delle nuove minacce infettive non basta essere presenti quando un problema conquista le prime pagine. Bisogna esserci ogni giorno. E ArtemisiaLab c’è.
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