Arresti a Venezia per rapine e estorsioni ai turisti
Quattro arresti e numerose denunce segnano un’importante operazione della Squadra mobile di Venezia, volta a contrastare la crescente violenza nei confronti dei turisti.
L’inchiesta, diretta dal dirigente Eugenio Masino e coordinata dalla procura di Venezia, ha messo nel mirino un gruppo di portabagagli che operano in zone strategiche della città, come il Ponte della Costituzione e la stazione ferroviaria di Santa Lucia.
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Le misure di custodia cautelare riguardano tre cittadini stranieri, attualmente detenuti nel penitenziario di Santa Maria Maggiore, e un quarto individuo ancora ricercato.
Le ordinanze di arresto sono il frutto di un’indagine congiunta che ha coinvolto la Squadra mobile, il commissariato di San Marco e la Polizia ferroviaria. Le accuse formulate nei loro confronti comprendono estorsione, rapina e altri reati aggravati, con un’età che varia tra i 25 e i 54 anni.
L’indagine ha rivelato un modus operandi preoccupante: i sospettati prendevano di mira i turisti, in particolare quelli provenienti dall’Est asiatico e dal Medio Oriente, approfittando della loro vulnerabilità. Agivano all’ingresso del centro storico, principalmente da piazzale Roma e dalla stazione, afferrando i bagagli delle persone con il pretesto di volerli aiutare, spesso contro la loro volontà. Questo comportamento culminava poi in richieste di denaro, addirittura a volte preteso per la restituzione dei beni.
Questa operazione non è isolata, ma si inserisce in un contesto più ampio di lotta contro il facchinaggio abusivo e le attività illecite legate ai porter a Venezia.
A margine dell’operazione, il Questore della provincia di Venezia, dott. Antonio Sbordone, ha dichiarato: “Abbiamo destinato importanti risorse e garantito un grande sforzo investigativo per questa indagine, che ha consentito di stroncare un fenomeno delittuoso odioso, per la violenza e la prepotenza perpetrate ai danni di numerosi turisti. Una condotta ripetuta nel tempo, lesiva per l’immagine straordinaria ed accogliente della città”.
La questura ha registrato un numero crescente di denunce riguardanti violazioni delle misure di allontanamento dalla città, come fogli di via e Dacur, strumenti adottati dal Questore di Venezia per combattere questa problematica.
Il panorama turistico di Venezia, già messo a dura prova da borseggiatori e borseggiatrici, si trova ora a dover affrontare anche la minaccia di atti criminosi di presunti “portabagagli” che danneggiano l’immagine della città e la sicurezza dei suoi visitatori.
Il contrasto a questi reati non è solo una questione di sicurezza pubblica. L’operazione condotta dalla polizia di Venezia rappresenta un segnale nella lotta contro la violenza ai danni dei turisti.
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