15 anni, la memoria più eccezionale del mondo: il caso di ipertimesia
Un ragazzo di 15 anni, originario della Sicilia, è stato identificato come il più giovane al mondo a mostrare segni di ipertimesia, una condizione rara che consente di ricordare in modo straordinario ogni evento della propria vita.
La scoperta, frutto di un lavoro di ricerca condotto da Valerio Santangelo dell’Università di Perugia e Patrizia Campolongo della Sapienza Università di Roma, è stata pubblicata sulla rivista Cortex, evidenziando l’importanza di questo caso unico.
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L’ipertimesia, nota anche come ipermemoria autobiografica, è caratterizzata dalla capacità di richiamare eventi personali con una precisione impressionante, inclusi dettagli come la data e il giorno della settimana.
Santangelo ha confermato all’ANSA che questo ragazzo rappresenta il primo caso documentato di ipertimesia in una fascia d’età così giovane. Prima di questa scoperta, erano disponibili solo segnalazioni aneddotiche riguardanti l’insorgenza di questa condizione durante l’adolescenza, senza prove oggettive di un inizio così precoce.
Il giovane soggetto è stato sottoposto a una serie di test di memoria che hanno dimostrato la sua capacità di ricordare tre diversi tipi di contenuti autobiografici.
E’ stata la madre del ragazzo a segnalare le sue sorprendenti capacità mnemoniche, spingendo i ricercatori a indagare più a fondo. Durante i test, il giovane era in grado di fornire dettagli precisi su eventi significativi della sua vita, tra cui attività scolastiche, eventi pubblici legati ai suoi interessi e fotografie di viaggi.
Gli esperimenti condotti hanno richiesto che il ragazzo indicasse non solo la data esatta degli eventi, ma anche ciò che stava facendo in quel momento. Tra i ricordi riportati, il giovane ha menzionato verifiche scolastiche specifiche, il giorno in cui è iniziata la stagione del suo programma televisivo preferito e la data esatta in cui è stata scattata una fotografia durante una vacanza. Questi esempi dimostrano non solo la sua capacità mnemonica, ma anche la profondità dei ricordi che riesce a evocare.
Questa scoperta ha implicazioni significative per la comprensione dello sviluppo della memoria autobiografica. Infatti, suggerisce che l’ipermemoria possa manifestarsi nella prima adolescenza, contrariamente a quanto si pensava fino ad ora, ossia che tale capacità si sviluppasse in fasi successive dell’adolescenza. Tale evidenza sfida i modelli tradizionali riguardanti la maturazione della memoria, implicando una traiettoria di sviluppo neurologico più precoce e atipica per chi presenta questa condizione.
I ricercatori hanno in programma di continuare a monitorare il giovane nel corso del tempo, per stabilire se il suo profilo mnemonico rimanga costante. Inoltre, attraverso esami avanzati come la risonanza magnetica, si cercherà di identificare eventuali marcatori cerebrali specifici che possano essere associati all’ipermemoria.
L’obiettivo è non solo comprendere meglio questa straordinaria capacità, ma anche esplorare le potenziali implicazioni per la ricerca neuroscientifica e psicologica.
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