Veneto

Montegrotto, inaugurata l’arena estiva del Centro Alda Merini


Sedute rosse disposte a semicerchio sul prato, un palco davanti alla biblioteca e una fila di lampadine accese contro il cielo della prima sera d’estate: giovedì 11 giugno il giardino del Centro culturale Alda Merini, in via Scavi a Montegrotto Terme, ha inaugurato davanti a un pubblico numeroso la sua nuova arena estiva. 

Uno spazio che nel corso dell’estate ospiterà oltre trenta appuntamenti gratuiti tra teatro, musica, letture e laboratori, e la cui realizzazione, insieme alla programmazione, è stata resa possibile grazie a un contributo della Fondazione Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo.

La nuova arena dispone di cinquanta sedute fisse, ampliabili all’occorrenza con sedute a tappeto per i bambini e sedie per gli adulti. Gli arredi sono stati realizzati con l’innovativa tecnologia della stampa in 3D e accompagnati da un nuovo impianto di illuminazione. 

La dichiarazione

«Si tratta – spiega l’assessore alla Cultura e all’Istruzione Pier Luigi Sponton – di un passo in avanti verso la realizzazione di un polo culturale che, in coerenza con il nostro programma elettorale, unisca il Centro culturale Alda Merini con le aree archeologiche. Tutto questo dovrà necessariamente passare per un ridisegno complessivo dell’area, ma il nuovo giardino ne rappresenta già un primo importante passo e dà continuità, nello spazio e nel tempo, alle tante attività che caratterizzano il Centro culturale, che ora potranno svolgersi durante tutto l’anno, senza più soste estive. Dopo l’importante riqualificazione degli spazi interni, con il nuovo giardino dotato di arredi in stampa 3D e della nuova illuminazione, siamo in grado di restituire alla comunità un luogo dove trascorrere piacevoli serate estive ricche di contenuti culturali».

Sul Palazzo del Turismo

Sulla stessa linea il sindaco Riccardo Mortandello, che legge nell’arena un ulteriore tassello del polo culturale di Montegrotto Terme, accanto alla biblioteca e all’area degli scavi, tra poco protagonista anche della rassegna teatrale «Thermae Theatrum». Un disegno che, secondo il sindaco, rende ormai inderogabile la soluzione di quello che per il centro città è diventato un ecomostro: il Palazzo del Turismo.

«Abbiamo più volte interloquito – afferma Mortandello – con la Provincia su questo fronte, ma non abbiamo ricevuto le risposte se non molto parziali alle nostre domande. Dopo aver ipotizzato un rilancio e cercato, sia dal pubblico sia dal privato, le risorse necessarie per la sistemazione e il rilancio della struttura, l’unica strada percorribile a questo punto è che la Provincia ci ceda l’ecomostro a una cifra simbolica e ci dia la possibilità di abbatterlo. L’area degli scavi, per il suo pregio culturale e per la sua centralità a Montegrotto, anche alla luce delle grandi operazioni che riguarderanno gli hotel Caesar e Montecarlo, non può rimanere deturpata da un edificio pensato in un’altra epoca e inagibile da un decennio».

Il Palazzo del Turismo di Montegrotto fu costruito nel 1983 come sede performativa dedicata ai turisti delle terme. La struttura non prese mai davvero quota e, negli anni Novanta, l’intera proprietà passò alla Provincia, che inizialmente ne deteneva solo una quota. Dai primi anni 2000 i lavori di manutenzione ordinaria e straordinaria furono completamente abbandonati: l’edificio è inagibile dal 2017.


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