Toscana

Arezzo, vincere non fa mai male. Avanti in Coppa Italia con il mercato apertissimo


VINCERE NON FA MALE – Un Arezzo pimpante, ordinato in campo, con trame di gioco consolidate, ha eliminato il Brescia nel turno preliminare di Coppa Italia. Una qualificazione meritata per gli amaranto, grazie a una prestazione con qualche sbavatura ma complessivamente soddisfacente. Il calcio d’agosto è ingannevole, le prime uscite vanno prese con le molle ma chi era allo stadio si è divertito, ha applaudito due gol spettacolari e, oltre alle note di “Vai Cavalinho”, si è gustato novantasette minuti di buon livello. Merito anche degli avversari, dato che il Brescia ha sfiorato la B due mesi fa ed è la più seria indiziata per salire di categoria nel girone nord di Lega Pro a primavera 2027. L’Arezzo in ogni caso ci ha messo del suo. E vincere non è mai un brutto segnale.

QUATTRO VOLTI NUOVI – L’uomo del match è difficile da trovare, nel senso che in diversi si sono esibiti su standard apprezzabili. Limitandoci ai nuovi: Illanes, l’argentino inserito al centro della difesa, non ha solo garra e un aspetto truce ma anche senso della posizione e capacità di avviare la manovra. Sala, seppure a sprazzi, ha ribadito la sua candidatura a miglior acquisto di questa sessione di mercato: centrocampista di lotta e di governo, corre tanto e con raziocinio. Indietro di condizione Cerri, un armadio di quasi due metri per cento chili di stazza, che si è divorato un gol fatto ma ha messo in porta Arena per l’1-0 e ha dimostrato (già si sapeva) cosa significa fare la boa là davanti per mettersi al servizio della squadra. Molto bene con le mani, un po’ meno con i piedi, il 2006 Nunziante, portiere al debutto in amaranto dopo un anno in cui ha guardato i colleghi dell’Udinese giocare in serie A. Deve affinare il rinvio mentre ha già dato prova di difendere i pali con colpo d’occhio e reattività. Il resto, e vale per tutti, lo scopriremo solo vivendo.

IL REGISTA – “Chierico deve fare il play come dico io e non come vuole lui” ha spiegato Bucchi in sala stampa a fine match. Il senso della frase era che il 24 ha tecnica, vede corridoi non banali ma a volte indugia nel tenere palla. Quel ruolo, fondamentale per il 433, è delicatissimo e la corsa alla maglia da titolare è aperta: Chierico lì ci può giocare, Viviani ci ha sempre giocato, Iaccarino ci giocherà quando tornerà da Napoli. Ma non è escluso che l’Arezzo, di qui al primo settembre, provveda con un innesto sul mercato. Nonostante tutto, nessuno se ne stupirebbe.

IL CAPITANO – Molto dinamici e concreti i laterali bassi: Renzi e Righetti si sono fatti la fascia con costanza venendo premiati il minimo sindacale, perché Arena (soprattutto) e Tavernelli, invece di scaricare per la sovrapposizione del compagno, tendono a stringere in mezzo. Ci sta. Per entrambi gli esterni del tridente è arrivato il gol: in contropiede quello di Arena, su punizione davanti alla sud quello di Tavernelli. Apprezzamenti unanimi per Ionita, capitano di nome e di fatto, 36 anni tra una settimana, che si muove con la disinvoltura di un ragazzino e l’autorevolezza di chi ha combattuto mille battaglie. Un esempio.

CHI VIENE E CHI VA – Con la trasferta di Cagliari (Coppa Italia) dietro l’angolo e quella di Avellino (campionato) all’orizzonte, c’è il mercato che si muove in parallelo alle partite. Tra i giocatori in uscita Tito interessa a Casertana e Scafatese, Coccia al Campobasso, Cortesi al Ravenna, Ravasio a Perugia e Pescara, Cianci a Brescia e Foggia. In partenza anche Trombini, De Col e Capello. Bucchi, sul tema, ha quasi allargato le braccia: “Di qui alla fine della campagna trasferimenti, l’Arezzo potrebbe cambiare tanto oppure per niente”. Così a occhio, più probabile la prima ipotesi.




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