Apu, difesa da rivedere a Treviso

Arriva da Treviso contro una pari livello la seconda battuta d’arresto per l’Apu, 102-86, dopo i due successi iniziali con avversari che sono tuttora a zero punti (e questo qualcosa dice). Tra due squadre che hanno dimostrato chiaramente di amare più l’attacco della difesa ha vinto secondo logica quella che ha tirato con percentuali migliori, specie dall’arco, 42% contro 23%.
Treviso, allenata da un ex giocatore argentino, soprattutto quando gioca davanti al pubblico amico ama correre e andare al tiro ai primi possessi e così viaggia spesso oltre i 90 punti. Parecchie squadre di questa Serie A giocano così, il contrario di Udine che tende invece a controllare il ritmo. Tra l’altro i trevigiani giocavano senza la guardia Carter, infortunato, e con il gettonato Anigbogu (ex Cremona) al posto del centro titolare Crosswell, pure lui fuori per qualche mese a seguito di un intervento chirurgico al braccio. Domenica accanto ai soliti frombolieri Russell e JP Macura (21 punti a testa) è emerso un sontuoso Cappelletti con canestri d’autore, assist e rimbalzi, un giocatore che a Udine abbiamo visto troppo poco e che rimane un rimpianto. E insieme ai tre protagonisti tutti gli altri, comprimari e riserve, a fare da degno contorno. I bianconeri hanno tenuto botta aggrappati al proprio sistema fino al terzo quarto, poi al break avversario di una decina di punti la difesa si è sciolta e in attacco ognuno è andato per conto suo. Con i lunghi inoffensivi, la coppia-chiave Valentine e Battle ha sommato solo 3/15 da 3, con il primo che ha prodotto un tragico -30 nel plus/minus (differenziale con il giocatore in campo), probabilmente un record. È evidente in ogni caso che se subisci 102 punti diventa praticamente impossibile vincere, soprattutto fuori casa. Il risultato ribadisce quindi che in particolare in difesa (dove si soffre e ci si diverte meno) c’è ancora molto da lavorare.
Dopo le quattro partite iniziali, sulla carta tutte più o meno alla portata, ora il calendario dell’Apu si inerpica. I prossimi cinque confronti prima della pausa per la Nazionale ci diranno di che pasta è fatta la squadra e se potrà effettivamente guardare oltre la semplice salvezza. Masnago, Varese e Verona on the road, Tortona e Olimpia al Carnera, ecco i banchi di prova. E a nostro parere 4 punti sono il minimo sindacale per poter coltivare sogni di gloria.
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