Apre la Fiera dell’artigianato artistico della Sardegna: a Mogoro un viaggio lungo 65 anni, tra intrecci e legami – Foto e video
Mogoro
Ben 113 artigiani in mostra con le loro creazioni, fino al 13 settembre
[ dall’inviata Ramona Cannea ] Un filo di lana che nella sua semplicità intreccia legami. È il simbolo della 65ª edizione della Fiera dell’Artigianato Artistico di Sardegna, che ha aperto stasera i battenti a Mogoro con un’inaugurazione all’insegna di un viaggio tra la storia di una manifestazione diventata identitaria per la comunità che la ospita.
Colorata quest’anno dalle opere di 113 artigiani, il cui talento trova massima espressione in 13 settori, la mostra racconta la ricchezza e la contemporaneità del saper fare isolano, attraverso un percorso espositivo ospitato dal centro fieristico completamente ripensato e in armonia con il concept “Intrecci”, nel quale arti come ceramica, tessitura, oreficeria e produzioni agroalimentari – e non solo – dialogano tra loro.
L’edizione 2026 è sostenuta dal Comune di Mogoro, la Regione Autonoma della Sardegna, attraverso l’Assessorato del Turismo, Artigianato e Commercio, la Fondazione di Sardegna e l’Unione dei Comuni Parte Montis, partner che negli anni hanno contribuito alla crescita della manifestazione e al suo consolidamento come uno dei principali appuntamenti dedicati all’artigianato artistico italiano.
A fare gli onori di casa è stato proprio il sindaco di Mogoro Luca Orrù.
“Sessantacinque anni e non sentirli”, ha affermato il sindaco Orrù. “La Fiera dell’Artigianato rappresenta ormai uno degli eventi più identitari per l’Isola. Sono gli artigiani a dare anima e gambe alla nostra manifestazione: perciò il nostro compito è quello di selezionare i migliori talenti di Sardegna, per continuare a far crescere questo importante appuntamento, diventato ormai un attrattore turistico. Due parole possono descrivere al meglio questa edizione, alla quale abbiamo cercato di imprimere in un solo mese la nostra visione: forma e sostanza. Per questo vogliamo creare un’entità autonoma per l’organizzazione della Fiera, con la creazione di una rete di collaborazione che contribuisca a rendere ancora più grande e di qualità la kermesse”.
“Arrivare a un traguardo importante come i 65 anni non è un caso”, ha affermato dal canto suo l’assessore comunale all’artigianato Francesco Serrenti, “è il risultato dell’impegno di una macchina organizzativa che funziona e del talento degli artigiani. Chi è appassionato di tessitura pensando alla parola” intrecci” non può non ricollegarsi alla tradizione mogorese dell’arte tessile. L’idea dell’intreccio trascende il semplice riferimento alla tessitura, ma racconta una rete di collaborazioni e un presente che si ricollega al passato”.

La presentazione del fil rouge della 65ª edizione della Fiera dell’Artigianato è stata curata da Violetta Scanu, direttrice artistica dell’edizione 2026.
“La tematica nasce da una riflessione su quanto la Fiera sia un luogo di incontro: la parola” intrecci” quindi rappresenta a pieno la manifestazione”, ha detto Violetta Scanu. “La sapienza, i colori e i materiali si intrecciano per creare un’opera, così come l’organizzazione della Fiera è stato un intreccio di collaborazioni, che nel mio caso mi hanno vista lavorare con l’associazione Mariposas. La stessa installazione sospesa, creata a più mani, vuole rappresentare ogni professionalità e ogni ruolo che ha lavorato per mettere in mostra il talento degli artigiani”.
“Sostenere la manifestazione significa sostenere il talento e l’identità di un territorio e degli artigiani di tutta l’isola. La mostra non è solo un’esposizione, ma è il simbolo di una Sardegna che fonde tradizione e innovazione”, ha affermato dal canto suo Emanuele Pilloni, presidente Unione Comuni del Parte Montis.
A Mogoro, stasera è è intervenuto anche l’assessore regionale al turismo, commercio e artigianato, Franco Cuccureddu: “”Venti anni fa venne soppressa Isola e le strutture che hanno preso il suo posto sono a loro volta andate perse”, ha affermato l’assessore Cuccureddu. “È venuto meno quindi il supporto alle imprese. La rinascita di Isola serve dunque a manifestare la vicinanza delle istituzioni alle realtà produttive: speriamo che il prossimo anno la Fiera si svolga nel segno di un marchio tornato pienamente in vita. La Sardegna sta vivendo un boom del turismo: non è cresciuto solo quello balneare estivo, ma quello destagionalizzato. Il turista non cerca più solo il mare ma autenticità e artigianalità, ed è questa la formula che va sostenuta. L’artigianato artistico ha dunque un valore fondamentale per la crescita del settore turistico”.
A chiudere la cerimonia di inaugurazione l’intervento di Sandro Broccia, già sindaco di Mogoro, ex assessore regionale della Giunta Soru ed ex segretario regionale della Cna, al quale è stato affidato il tradizionale taglio del nastro inaugurale, come riconoscimento per il contributo offerto alla crescita e al consolidamento della manifestazione nel corso degli anni.
“Quando sono stato invitato a intervenire, mi sono emozionato e lo sono ancora ora”, ha detto Sandro Broccia. “Abbiamo organizzato la Fiera per 11 anni. Il mio merito è stato quello di avere fortuna: la fortuna di poter contare su Luisa Broccia, che si è caricata dell’onere di organizzare; la fortuna di poter contare su validi e capaci artigiani. Senza di loro la Fiera non si fa”.
“Sin dalla prima edizione abbiamo voluto promuovere un confronto con gli artigiani prima, durante e dopo la manifestazione. Una formula che ha funzionato e che ci ha fatto passare da 3 mila a 13 mila visitatori. Il confronto ci ha permesso di comprendere i bisogni degli artigiani ed è chiaro l’organizzazione è possibile solo chiamando in causa i protagonisti della manifestazione”.
“Già qualche anno fa”, ha proseguito Broccia, “avevamo valutato la possibilità di creare una fondazione dedicata alla Fiera, ma il Covid ci ha costretti ad accantonare il progetto: è arrivato il momento di riprenderlo in mano, così come la promozione di una collaborazione con le scuole. Ricordiamo che se l’artigianato vuole avere un futuro, deve guardare ai giovani. Stiamo vivendo una fase, per citare Gramsci, nella quale viviamo in un mondo grande, terribile e purtroppo pieno di guerre. Io credo che quindi ognuno di noi debba ricoprire al meglio il proprio ruolo, perché un mondo così complicato, può solo migliorare. E Mogoro farà la sua parte non per fare il mondo meno grande, meno terribile e meno complicato, ma per permetterci di vivere una manifestazione all’insegna della bellezza”.

L’esposizione aprirà le porte al pubblico domani – 18 luglio – e sarà visitabile per quasi due mesi, con orario continuato dalle 10 alle 21, fino al 13 settembre.
Oltre alle opere dei 113 artigiani, trova spazio anche “I Colori di Giulia”, progetto che racconta il valore dell’arte come strumento di espressione, inclusione e dialogo. Protagonista è Giulia, giovane artista di 24 anni nello spettro autistico, che ha trovato nella pittura il linguaggio attraverso cui esprimere emozioni e sensibilità. Le sue opere, realizzate con il Das, supporti in legno e colori vivaci, nascono da un percorso creativo avviato durante la pandemia e si distinguono per la presenza ricorrente di pesci, fiori e forme modellate con le mani.
Il biglietto intero costa 4 euro, quello ridotto (bambini sotto i 12 anni, over 65 e associati Fasi) 2 euro; l’ingresso è gratuito per i bambini sotto i 6 anni e per le persone con disabilità e accompagnatore. Sono previsti anche biglietti cumulativi con i siti museali del territorio: 6,50 euro per la Fiera più un sito a scelta tra Nuraghe Cuccurada, Museo Turcus e Morus, Geomuseo Monte Arci e Museo Casa del Pane; 10 euro per due siti; 15 euro per tutti e quattro.
Durante il periodo della manifestazione sarà attivo il numero 0783 997034, raggiungibile esclusivamente negli orari di apertura della Fiera. Per informazioni è inoltre possibile scrivere all’indirizzo mail info@fierartigianatosardegna.it oppure consultare il sito ufficiale www.fierartigianatosardegna.it.
Venerdì, 17 luglio 2026
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