Abruzzo

Approvata risoluzione per i pazienti oncologici curati fuori dall’Abruzzo


Il consiglio regionale dell’Abruzzo ha approvato all’unanimità, giovedì 1 ottobre 2026, una risoluzione presentata dal vicepresidente Antonio Blasioli del Pd per tutelare i pazienti oncologici abruzzesi in cura fuori regione. Il documento impegna formalmente la giunta a individuare modalità e protocolli per consentire a questi pazienti di accedere agli esami di controllo attraverso percorsi e liste d’attesa dedicate, nei tempi appropriati.

Il problema: un vuoto assistenziale

La risoluzione nasce da una criticità precisa. I pazienti abruzzesi che, su indicazione del proprio medico o dello specialista, si sottopongono a interventi o terapie fuori dalla regione si trovano in difficoltà al momento del rientro. Lo specialista della struttura extra regionale non può effettuare prescrizioni all’interno del sistema sanitario abruzzese, e il medico di medicina generale non può trasformare automaticamente le indicazioni ricevute in un accesso al percorso oncologico dedicato. Il paziente, non risultando preso in carico dalle strutture oncologiche regionali, rischia di non poter accedere alle agende dedicate e ai Cup di secondo livello.

Il risultato, spiega Blasioli, è che questi pazienti possono essere costretti a rivolgersi ai percorsi ordinari, con tempi di attesa incompatibili con quelli previsti per il follow up e la sorveglianza oncologica.

Le parole di Blasioli

“Dopo diversi mesi dalla sua presentazione – spiega Blasioli – sono riuscito a calendarizzare e portare in aula questa risoluzione. Sono particolarmente soddisfatto del fatto che sia stata approvata all’unanimità perché è un tema che riguarda tutti e offre un aiuto concreto a persone che hanno già affrontato un percorso oncologico e che non possono vedere compromessa la continuità delle loro cure per un problema amministrativo”.

La risoluzione prende spunto da esperienze già attive in altre regioni. In Emilia-Romagna si ricorre alla presa in carico funzionale; in Toscana esiste un Cup oncologico centralizzato che accoglie anche pazienti extra regione; in Lombardia la priorità indicata dallo specialista extra regionale viene riconosciuta anche quando la prescrizione viene effettuata dal medico di medicina generale.

“Ringrazio il consiglio regionale per aver condiviso all’unanimità questa esigenza – conclude Blasioli -. Si tratta di un primo importante passaggio, al quale mi auguro possa seguire quanto prima l’attuazione concreta delle misure richieste. In oncologia il tempo conta, non possiamo permettere che siano i passaggi burocratici a decidere quando una persona può fare un controllo di cui ha bisogno”.


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