Sicilia

Approvata la manovra all’Ars, le reazioni

Chi l’ha bollata come «mangime per le galline» e chi la ritiene «una manovra che dà risposte importanti a famiglie, lavoratori e imprese». All’Ars l’esito delle variazioni di bilancio, per un miliardo e 300 milioni, ha letture diametralmente opposte.

Giorgio Assenza, capogruppo di FdI, esprime un plauso per le misure approvate: «Con il ddl Coesione e Crescita abbiamo anzitutto dato risposte concrete alle emergenze attuali della Sicilia, sostenendo ad esempio il comparto cerealicolo, il settore della pesca e gli autotrasportatori. Inoltre abbiamo garantito la copertura dell’intero fabbisogno del credito d’imposta per gli investimenti nella Super Zes. Lo abbiamo fatto con una maggioranza finalmente compatta». Assenza aggiunge: «Respingiamo con fermezza le accuse delle opposizioni, che vorrebbero sminuire l’importanza di questa manovra puntando l’indice contro i fondi per gli investimenti territoriali. Fit che difendiamo con forza, perché finanziano interventi importanti che hanno ricadute positive sui territori e, ricordiamolo, sono già dotati di progetti immediatamente realizzabili».

Per Vincenzo Figuccia, deputato questore all’Ars della Lega si tratta di «una manovra che dà risposte importanti a famiglie, lavoratori e imprese: dai forestali agli Asacom, dalla sanità al diritto alla casa, dall’agricoltura alla pesca, dagli autotrasportatori alle infrastrutture, fino ai professionisti dell’Arpa».

«Forza Italia ha fatto la propria parte fino in fondo: un gruppo compatto, presente in ogni passaggio, che ha lasciato un segno chiaro su questa manovra». Così Nino Minardo, commissario regionale di Forza Italia in Sicilia, commenta l’approvazione della variazione di bilancio arrivata stamattina all’Ars dopo una seduta di quasi ventiquattro ore. «Il primo grazie va ai nostri deputati regionali e al capogruppo Stefano Pellegrino, che hanno portato al traguardo misure attese da famiglie, imprese e lavoratori», prosegue Minardo, che ringrazia anche «il presidente Renato Schifani, l’assessore Alessandro Dagnino e l’intera squadra di governo per il lavoro di queste settimane».

Tra le misure qualificanti Minardo richiama gli incentivi per favorire il rientro in Sicilia di giovani laureati e diplomati tecnici, il sostegno all’acquisto della prima casa per gli under 40 e gli interventi a favore delle imprese che investono nell’intelligenza artificiale. «Particolarmente importante anche lo stanziamento di circa 200 milioni di euro per il credito d’imposta Zes, con cui il governo Schifani dà seguito agli impegni assunti nei confronti delle imprese che hanno investito in Sicilia. A questo si aggiungono gli interventi a sostegno dell’agricoltura e della filiera cerealicola, insieme alle misure per fronteggiare il caro carburante nel settore agricolo e nell’autotrasporto. Sono risposte concrete alle esigenze del nostro sistema produttivo».

«Questa manovra conferma anche la ritrovata compattezza di Forza Italia, il clima di unità e l’entusiasmo che accompagnano il lavoro del nostro partito. È il risultato di un impegno condiviso, che ci consente di guardare con fiducia e determinazione ai prossimi appuntamenti politici e parlamentari, a cominciare dalla Finanziaria», conclude il Commissario azzurro.

«Se oggi l’Ars ha potuto approvare una manovra da circa 1,4 miliardi di euro è perché a monte c’è stato un lavoro paziente e rigoroso del governo Schifani che ha rimesso in ordine i conti, riorganizzando la spesa e accompagnando la crescita dell’economia regionale, che a sua volta produce maggiori entrate per centinaia di milioni». Lo dichiara Stefano Pellegrino, capogruppo di Forza Italia all’Ars, commentando il voto sull’assestamento di bilancio. «Al di là dei singoli provvedimenti – aggiunge – è questo il dato politico da sottolineare, il risultato di scelte fatte negli anni con costanza, spesso senza clamore. Grazie a quel lavoro possiamo dare risposte a chi oggi ne ha urgente bisogno per una crisi economica e un quadro nazionale e internazionale gravato da conflitti e cambiamento climatico. Penso prima di tutte alle categorie produttive che oggi sono schiacciate fra aumento dei costi di produzione, difficoltà di filiera e costi bassissimi di vendita: primi fra tutti gli agricoltori, a partire da chi coltiva grano, e i pescatori. E non posso non pensare – osserva il capogruppo di FI all’Ars – alle comunità del Trapanese colpite dal maltempo, che possono sentire e sanno di avere la Regione al loro fianco. Sono emergenze sempre nuove, in un quadro nazionale e internazionale difficile, e possiamo affrontarle perché i conti della Regione oggi lo consentono. Dispiace che una parte delle opposizioni abbia scelto l’ostruzionismo, rallentando misure attese da tanti siciliani. Non è di questo che la Sicilia ha bisogno. Adesso – conclude Pellegrino – il nostro impegno è far arrivare queste risorse a destinazione nel più breve tempo possibile, perché chi le aspetta possa vederne presto gli effetti.»

Dure critiche arrivano invece dall’opposizione. «Ogni primato è stato battuto, avete distribuito il ‘mangime’ per le galline, che sono i Comuni, altro che le mancette’, è passata l’idea di poter comprare il consenso nei territori attraverso il ‘mangime’ distribuito con questa operazione finanziaria, è inaudito”, ha detto il deputato Pd Antonello Cracolici. «Non mi era mai capitato di fare una variazione da oltre un miliardo – ha aggiunto Cracolici – ma il modo di spenderli dimostra che questa Regione, in un momento in cui la Sicilia sta vivendo una particolare tensione, è più propensa a costruire un sistema di elargizione che genera consenso elettorale, anziché risolvere i problemi. Oltre 1.500 interventi finanziati individuando strade, numeri civici, persino marciapiedi di circa 250 comuni. Mai visto niente di simile: i soldi pubblici piegati allo scambio elettorale, senza alcun rossore da parte dei deputati del centrodestra. Abbiamo assistito alla peggiore cultura clientelare, con interventi a partire da 50.000 euro per oltre 170 milioni di euro».

Il capogruppo M5S all’Ars Antonio De Luca aggiunge: «Abbiamo fatto tutto quello che era possibile fare per smontare una delle manovre peggiori della legislatura, ma contro questa maggioranza compattata come non mai dalla colla delle mancette c’era poco da fare. Noi comunque siamo soddisfatti per avere portato a casa le principali norme che aspettavano i siciliani e per aver fatto stralciare articoli tutt’altro che urgenti e importanti. In un momento drammatico come questo per la Sicilia sottrarre la folle cifra di quasi 150 milioni di euro ai bisogni della collettività per spartirli ai deputati della maggioranza è veramente vergognoso e il governo dovrebbe solo vergognarsi per aver partorito un abominio del genere».

«Dopo un’intera notte di lavori d’Aula è apparso chiaro il vero obiettivo della maggioranza: trasformare una variazione di bilancio nata per affrontare le emergenze della Sicilia, in una distribuzione di contributi utili alla prossima campagna elettorale». Lo afferma Michele Catanzaro, capogruppo del Partito Democratico all’Assemblea regionale siciliana.
«Sostenere i territori rientra nei compiti di un deputato – aggiunge l’esponente Dem – ma le risorse devono rispondere a una programmazione, a criteri trasparenti e a un’idea di sviluppo. Parcellizzare i finanziamenti in contributi da 40 o 50 mila euro significa costruire consenso elettorale. Nel provvedimento trovano spazio circa 250 Comuni, mentre gli altri rimangono esclusi perché privi del referente politico o dell’emendamento giusto. È una Sicilia divisa tra figli e figliastri. Le opposizioni – sottolinea Catanzaro – hanno garantito l’approvazione delle misure urgenti per famiglie, lavoratori e imprese, comprese quelle destinate ai comparti agricolo e della pesca, e hanno chiesto di fermarsi agli interventi concordati. Il centrodestra ha scelto invece di proseguire con la spartizione – conclude il capogruppo del Pd all’Ars – noi abbiamo dato risposte ai siciliani. Alla maggioranza lasciamo la responsabilità politica di una manovra delle mancette».

«Dopo 21 ore di aula e mentre la Sicilia affonda la maggioranza ha pensato bene di bruciare i soldi dei siciliani spendendo 5 milioni per campi da padel e 27 milioni per le chiese – afferma il deputato regionale e leader di Controcorrente, Ismaele La Vardera -. L’ennesima follia siciliana perché, guarda caso ai comuni in cui ci sono sindaci deputati piovono mancette. Ad esempio a Ribera (il sindaco è il deputato Pace) 2 milioni, mentre a Modica 10 milioni. Potrei continuare per ore. Ma non ripeto questa terra oggi è amministrata in modo assurdo: se hai deputati in paradiso ti arrivano soldi, altrimenti muori. Parliamo di 190 milioni spartiti come un osso con i deputati che hanno preso da 2 a 3 milioni. Vergogna, consegnerò i documenti in mio possesso alla procura».

I sindacati

«Con le variazioni di bilancio si è toccato il fondo. Le risorse sono state distribuite in un’ottica chiaramente clientelare, la solita politica delle mance, senza dare risposta a nessuno dei problemi aperti e neanche alle emergenze che vivono i cittadini. Senza creare nessuna prospettiva di sviluppo. Questa è una classe politica non degna di guidare la Sicilia». Lo afferma il segretario della Cgil Sicilia, Alfio Mannino, sulla manovra approvata dall’Ars. «Quando nei primi di agosto la Cgil lanciò un allarme sulla manovra della Giunta, che lasciava quasi 200 milioni alla trattativa parlamentare, cioè alle operazioni clientelari – ricorda il sindacalista – fummo aggrediti da esponenti della maggioranza con argomenti pretestuosi, come se fosse il sindacato a fare campagna elettorale, quando invece stava solo facendo il suo mestiere a tutela e promozione dei diritti dei lavoratori. In quella fase ci è stato peraltro detto dal governo che con le variazioni si sarebbero affrontate solo questioni urgenti e straordinarie. Invece quanto accaduto dimostra che avevamo visto bene: nella maggioranza ci si stava organizzando per usare i fondi pubblici per i propri scopi».
Mannino sottolinea che «non è questa la politica di cui ha bisogno la Sicilia per crescere e garantire benessere, questa è una politica che offende i siciliani». 2E figuriamoci – aggiunge – cosa accadrà con la legge Finanziaria, quando questo governo avrà a disposizione almeno 5 miliardi per le sue manovre pre elettorali».
Il segretario della Cgil afferma che «anche contro questa politica becera e i suoi fautori sarà lo sciopero generale del 20 novembre». «E’ il momento – conclude – che i siciliani facciano sentire forte la propria voce, se vogliono che qualcosa cambi».

«Il disegno di legge sulle variazioni di bilancio approvato dall’Assemblea regionale siciliana, contiene una serie di misure che possono contribuire a dare risposte a diverse emergenze e a sostenere comparti importanti dell’economia e del sistema produttivo dell’Isola. Riconosciamo lo sforzo del Governo e del Parlamento regionale di intervenire su questioni che richiedono risposte immediate». Lo afferma il segretario generale della Cisl Sicilia, Leonardo La Piana, commentando l’approvazione del provvedimento. «Tra gli interventi che riteniamo particolarmente significativi – prosegue La Piana – c’è l’attenzione rivolta alle Zes, al sostegno agli investimenti e alle attività produttive, insieme alle diverse misure previste per affrontare situazioni di difficoltà e sostenere specifici settori. Si tratta, in alcuni casi, di interventi che riprendono richieste e proposte che la Cisl Sicilia ha avanzato nei mesi scorsi e che registriamo positivamente siano state raccolte e recepite dal Governo e dal Parlamento regionale». «È un fatto importante – aggiunge La Piana – perché dimostra che il confronto e il dialogo sociale possono contribuire concretamente a orientare le scelte verso le esigenze dei territori, delle imprese e dei lavoratori. Le misure sulle Zes e quelle a sostegno del sistema produttivo possono rappresentare un’opportunità per rafforzare la capacità della Sicilia di attrarre investimenti, sostenere l’occupazione e accompagnare i processi di crescita». Per la Cisl Sicilia, «è necessario che alle misure emergenziali si affianchino sempre più politiche capaci di produrre sviluppo e lavoro stabile. La Sicilia ha bisogno di utilizzare tutte le risorse disponibili per rafforzare il sistema produttivo, le infrastrutture, i servizi, il welfare e la sanità, sostenendo al tempo stesso giovani, aree interne e territori più fragili». La Cisl Sicilia sollecita ancora governo e Parlamento ad avviare un confronto stabile e partecipato con i sindacati, «indispensabile – rimarca il segretario generale Leonardo La Piana – per superare la logica degli interventi frammentari ed elaborare insieme una vera agenda di sviluppo».


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