anziano derubato in Corso del Popolo, arrestati due malviventi
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Un uomo di 70 anni è stato vittima di uno scippo nel pomeriggio di ieri a Mestre, mentre effettuava un prelievo allo sportello bancomat in Corso del Popolo. L’episodio si è concluso con un rapido intervento della polizia, che ha portato all’arresto dei due responsabili e al recupero dell’intera somma sottratta, pari a 250 euro.
La dinamica dello scippo al bancomat
Secondo quanto ricostruito, i due malviventi, entrambi di origine dell’Est Europa, hanno agito con una tecnica ormai diffusa. Dopo aver individuato la vittima, l’hanno avvicinata mentre era ancora allo sportello automatico.
Uno dei due ha iniziato a distrarre l’anziano, mentre il complice ha approfittato della situazione per strappargli dalle mani il denaro appena prelevato. L’azione è stata rapida e ha colto di sorpresa la vittima, che non ha avuto il tempo di reagire né di inseguire i responsabili.
L’intervento immediato della polizia
Subito dopo lo scippo, l’uomo ha iniziato a gridare e a chiedere aiuto. Le sue urla hanno attirato l’attenzione sia di alcuni passanti sia di una volante della questura impegnata nel controllo del territorio proprio in quella zona.
Gli agenti sono intervenuti in pochi minuti, raccogliendo una descrizione dettagliata dei due aggressori. Grazie a queste informazioni, è stato possibile avviare immediatamente le ricerche nel quartiere.
Nel giro di poco tempo, i poliziotti sono riusciti a rintracciare e bloccare i due sospetti, che sono stati condotti negli uffici della questura di Santa Chiara. Qui restano a disposizione dell’autorità giudiziaria in attesa del processo.
Denaro recuperato e restituito alla vittima
L’intervento tempestivo ha consentito anche di recuperare l’intera somma sottratta. I 250 euro sono stati restituiti all’anziano, visibilmente scosso ma sollevato per l’esito positivo della vicenda.
Un epilogo non scontato, che sottolinea l’importanza della presenza delle forze dell’ordine sul territorio e della collaborazione dei cittadini.
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Un fenomeno in crescita: nel mirino gli anziani
L’episodio si inserisce in un quadro più ampio di crescente preoccupazione per i reati ai danni delle persone anziane. A sottolinearlo è stato anche il questore di Venezia, Antonio Sbordone, che ha evidenziato come, nonostante gli sforzi messi in campo, il fenomeno dei reati che vedono come bersaglio gli anziani, soprattutto con truffe e dei raggiri resti diffuso.
Non si tratta, infatti, solo di scippi o furti in strada: sempre più frequenti sono anche le truffe telefoniche e i raggiri porta a porta, spesso messi in atto da persone che si spacciano per appartenenti alle forze dell’ordine o per operatori di servizi pubblici.
Le iniziative della questura di Venezia
Per contrastare questi reati, la questura veneziana ha rafforzato le attività di prevenzione e informazione rivolte soprattutto alle fasce più vulnerabili della popolazione.
Tra le iniziative avviate, anche incontri pubblici e momenti formativi. L’ultimo si è svolto al Centro culturale Candiani di Mestre, dove il primo dirigente Michela Bochicchio ha incontrato gli iscritti all’Università della terza età .
In prima linea anche il dirigente della squadra mobile, Eugenio Masino, impegnato nella sensibilizzazione non solo degli anziani, ma anche di familiari e vicini di casa, figure fondamentali per intercettare situazioni sospette.
Come difendersi: i consigli della polizia
Le forze dell’ordine ribadiscono alcune indicazioni fondamentali per prevenire truffe e furti:
- prestare la massima attenzione durante i prelievi al bancomat, soprattutto se si è soli
- diffidare da sconosciuti che si avvicinano con richieste o tentativi di distrazione
- non consegnare mai denaro o oggetti di valore a persone che si presentano come appartenenti alle forze dell’ordine
- ricordare che eventuali sanzioni, multe o comunicazioni ufficiali avvengono sempre tramite procedure formali e documentate
In caso di dubbi o situazioni sospette, è fondamentale contattare immediatamente le forze dell’ordine.
Il ruolo della comunitÃ
La collaborazione tra cittadini, familiari e istituzioni resta uno degli strumenti più efficaci per contrastare questi episodi. Segnalare comportamenti sospetti e mantenere alta l’attenzione può fare la differenza, come dimostrato anche in questo caso.
L’episodio di Mestre si è concluso, alla fine, positivamente, ma rappresenta un ulteriore campanello d’allarme su un fenomeno che continua a colpire soprattutto le persone più fragili.
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