Animali da compagnia, per 8 proprietari su 10 la relazione con il proprio pet passa dal digitale

Per 8 proprietari di animali domestici su 10, il digitale è parte della relazione quotidiana con il proprio cane o gatto e 1 su 3 ha utilizzato almeno una volta l’intelligenza artificiale per avere informazioni sui pet. È quanto emerge dalla nuova ricerca condotta da Ipsos Doxa per Purina, realizzata su un campione di mille proprietari italiani di cani e gatti e integrata da un’attività di social listening. Racconta di persone sempre più connesse: il 47% consulta contenuti online per apprendere cose nuove sui pet, il 36% lo fa per intrattenersi e rilassarsi.
Di più: per la Gen Z, l’Ia assume il ruolo di una sorta di assistente virtuale continuativo nella cura di cani e gatti e il 74% di chi la usa la consulta almeno una volta alla settimana. Tra gli ambiti di utilizzo emergono soprattutto alimentazione e dieta (40%), la volontà di capire cosa il proprio animale voglia comunicare (36%) e la scelta dei prodotti (38%).
Essere più informati non significa necessariamente sentirsi più sicuri: il 49% dei pet owner ritiene difficile capire quali informazioni online siano realmente affidabili, mentre il 50% trova frustrante imbattersi in consigli contrastanti. Una dinamica evidente tra le generazioni più giovani, più esposte al rischio di pet anxiety: il 44% della Gen Z e il 43% dei Millennials ammette di preoccuparsi eccessivamente per il proprio animale dopo aver consultato contenuti online, una percentuale quasi doppia rispetto a Gen X e Boomers.
Da qui emerge il bisogno di punti di riferimento autorevoli. Quando si affrontano questioni importanti, infatti, l’80% dei pet owner riconosce nel veterinario la fonte in grado di fornire risposte affidabili. Anche per le generazioni più giovani il digitale non sostituisce quindi il professionista, ma tende piuttosto ad affiancarlo.
Il rapporto che si intrattiene con i pet, anche sui social, cambia a seconda dell’età. Per la Gen Z, il pet è parte del proprio racconto identitario online: il 51% considera mostrarlo sui social un modo per esprimere chi è, mentre il 70% pubblica attivamente contenuti sulla vita quotidiana insieme al proprio animale, privilegiando un linguaggio spontaneo, ironico. Per i Millennials il racconto diventa più familiare ed emozionale: il 62% pubblica attivamente, costruendo attraverso immagini più curate una sorta di album della vita insieme al proprio pet. Allo stesso tempo, il digitale diventa uno spazio di confronto sul pet parenting: il 53% cerca informazioni sul comportamento e sulla psicologia dell’animale e il 31% dichiara di cercare online conferme o rassicurazioni rispetto alle proprie scelte. Infine, la Gen X cerca soprattutto informazioni e soluzioni utili alla gestione quotidiana, mentre i Boomers sono orientati all’informazione e all’intrattenimento, con una relazione con il pet che resta più legata alla sfera privata.
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