Andrea De Fronzo conquista Venezia con un corto sull’emigrazione italiana
“Dedico questo premio a coloro che hanno dovuto dire addio almeno una volta nella vita”. Dalla Puglia a Venezia, Andrea De Fronzo conquista il premio Buk-Ciak-Azione 2026. Il giovane regista, sceneggiatore e montatore di Giovinazzo ha presentato alla mostra del cinema “Gli altri nomi del nostro addio,” cortometraggio di tre minuti dedicato alla memoria dell’emigrazione italiana.
“È stata innanzitutto una bellissima emozione. Poi, insomma, tra i grandi del cinema io mi sentivo un po’, ecco, piccolo, però si deve pure iniziare da qualche parte, quindi io sono contento di averlo fatto con questo cortometraggio”. Al centro, l’addio di una bambina al proprio paese. Il suo migliore amico corre dietro alla corriera che la porta via. Una storia privata che diventa memoria collettiva. “Il corto nasce da un romanzo, ‘Il Sapore di Armellina’, di Oriano Campini. Ci chiedevano di trasporlo in un cortometraggio utilizzando il materiale d’archivio più delle riprese inedite. Quindi il romanzo in realtà è dal punto di vista del bambino. Io mi sentivo di dover aggiungere qualcosa e quindi ho tentato di raccontarlo dal punto di vista della ragazza Rita, ormai cresciuta, che ripensa al suo migliore amico mentre la rincorre, mentre parte per il Belgio”.
Girato tra Giovinazzo e Bitonto, alle Sette Torri, il film è in bianco e nero e formato quattro terzi. Un lavoro indipendente realizzato senza sponsor né casa di produzione che ha portato un pezzo di Puglia sul palcoscenico veneziano. Per fare qualcosa comunque da zero, senza nessun tipo di produzione né finanziamenti, comunque è una sfida. “A me piacciono le sfide e quindi l’abbiamo fatta”.




