Toscana

anche questa è rigenerazione urbana


Una straordinaria partecipazione di ragazze e ragazzi, di associazioni giovanili. Il tavolo che si è tenuto alla Casa delle Energie ha messo a fuoco tante buone pratiche, ma anche tante sfide ancora da affrontare per dare spazi fisici e non solo, per l’espressione della creatività dei giovani che vivono ad Arezzo. Presenti e partecipanti attivi i protagonisti dei centri giovani, la consulta degli studenti, ci sono i giovani dei quartieri della Giostra, operatori di strada e peer educator. E poi tante associazioni ed enti che si occupano di giovani, dalla storica Arezzo Wave al Mengo, dal Coni al Csi, dalle Acli all’Arci, dal Teatro Virginian alla casa cinematografica Farrago, dallo Spazio Seme ad Acb Social Inclusion, dal Ser.D. a Oxfam.

Tra i primi relatori la vice presidente della Acli della Toscana Manuela Pisaniello.

La tempesta dei cervelli

Dal brain storming collettivo, con il contributo di ben oltre venti interlocutori qualificati, è scaturita una raffica di osservazioni, constatazioni, auspici conditi da una forte voglia di partecipazione. Alcuni tra i più giovani hanno infatti ringraziato Arezzo Notizie per averli chiamati “perché a noi non ci chiama mai nessuno” hanno detto.

E mettendo in fila tutti ne viene fuori un vortice di ragionamenti e di confronti: servono spazi, soprattutto per eventi nel periodo invernale, servono connessioni e strutture sportive per fare il salto di qualità, conoscenze e aiuto reciproco “perché quell’impianto audio comprato da un’associazione, magari con soldi pubblici, possa essere messo a disposizione di chi non ce l’ha”, serve non guardarsi in cagnesco, serve che gli stessi giovani abbiano coraggio, senza paura di sbagliare, fare errori serve, serve che venga cambiato il paradigma dei giovani qui in Italia rispetto all’estero, serve che vadano a fare esperienze fuori, ma che abbiano anche opportunità di alto livello qui ad Arezzo. 

E infine il comune di Arezzo, rappresentato dall’assessore Federico Scapecchi, ha messo a disposizione lo spazio della consulta comunale dei giovani per rimanere in contatto e continuare a lavorare sul tema anche con associazioni che finora, tra loro, non si conoscevano. “E ora servirebbe anche unirci ai tavoli della rigenerazione urbana e della conoscenza, perché le interconnessioni sono tantissime” è stata l’osservazione finale, assolutamente condivisibile.


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