Trentino Alto Adige/Suedtirol

Allevatori trentini in assemblea: 2025 positivo ma preoccupa il calo del prezzo del latte – CRONACA



Assemblea annuale delle socie e dei soci della Federazione allevatori, oggi  a Trento, nella sede, alla presenza di circa 70 iscritti.

In un contesto di mercato complessivamente negativo, il valore dei conferimenti liquidati ai 1.084 soci allevatori ha superato i 6,7 milioni di euro, in crescita del 61,3% sul 2024 (+2,5 milioni), trainato da una congiuntura eccezionalmente favorevole per il bestiame.

L’utile d’esercizio si attesta a 65.799 euro su un valore della produzione di 20,8 milioni (+21%).

Un dato anomalo per il comparto, è stata la quotazione del bestiame nel 2025 che è senza precedenti. Le manze gravide alle cinque aste provinciali hanno toccato la media record di 2.518 euro/capo (+9,9% sul 2024), con 542 capi presentati (+26%).

Le vacche a fine carriera hanno registrato un prezzo medio di 1.372 euro (+43%), per un valore al chilo di 5,08 euro: due volte e mezzo il livello del 2019. Impennata senza precedenti anche per i vitelli baliotti, con incrementi a doppia cifra per tutte le razze. 

Questi i dati più significativi presentati dal presidente della Federazione allevatori, Giacomo Broch, che peraltro ha raccomandato di leggere con prudenza e nella giusta prospettiva questi numeri. Dati che vanno messi in relazione con un contesto generale che vede i capi allevati in Trentino per la prima volta scendere sotto la quota di 18.000 e il numero di stalle assottigliarsi sempre di più.

La macelleria della Federazione provinciale allevatori ha archiviato il 2025 con un fatturato di oltre 3,3 milioni di euro (+10,3%). Per il quarto anno consecutivo si è registrata una crescita. Il risultato premia l’impegno della filiera corta della carne bovina costruita insieme ai soci allevatori: capi allevati, macellati e venduti in Trentino, con piena garanzia di origine e tracciabilità. Un modello che i consumatori dimostrano di riconoscere e apprezzare.

A sostegno di questa crescita, nel corso del 2025 sono partiti i lavori di ampliamento dell’area vendita e delle celle di stoccaggio.

Allora tutto bene? No, affatto, delle ombre gravano sul 2026. “La brusca flessione del prezzo del latte registrata negli ultimi 11 mesi, la diffusione dell’IBR nel basso Trentino, le crescenti difficoltà nel reperire personale qualificato, in particolare autisti, personale di stalla e pastori in malga sono fattori da considerare”.

Dopo anni positivi il centro Alpenseme di Toss di Ton ha avuto un bilancio non esaltante purtroppo segnando una flessione. “La causa – è stato spiegato – appartiene alle emergenze sanitarie che hanno obbligato a sospensioni dell’attività e al blocco delle esportazioni di seme dall’Italia non consentendo in questo modo ai tori superbrown di esprimere al meglio il potenziale di cui sono in possesso. La produzione si è fermata a quota 334.278 dosi (con una media di 915 dosi quotidiane) diminuite del 5,8% nel confronto con lo stesso dato di dodici mesi prima”.

Cristina Neo, è stata eletta fra i sindaci al posto di Claudio Toller che lascia dopo decenni di presenza. insieme ai sindaci effettivi Cristina Tamanini, Lorenzo Rizzoli e Cristian Pola e ai supplenti Thomas Visintainer e Claudio Stefenelli .

L’assemblea ha eletto Mattia Covi, Sergio Panizza e Emanuele Dagostin nel consiglio di amministrazione in rappresentanza delle valli di Non, Sole e Fiemme.

Come registriamo in tutte le assemblee di questi giorni, i politici sono presenti in massa: da Fugatti a Tonina, all’ass.re all’Agricoltura Zanotelli, da Soini a Simoni.

Di coesione fra gli allevatori ha parlato Roberto Simoni, presidente della Cooperazione Trentina: ha richiamato il lavoro di raccordo svolto dalla Federazione che ha accompagnato il recente accordo tra Latte Trento e Trentingrana, riportando unità nel comparto, insieme agli altri protocolli e alle intese strategiche costruite in questi ultimi sei anni con Provincia, Università, FBK e Euricse a beneficio anche del settore zootecnico.

Vedere tanti giovani impegnati è un segnale positivo – ha aggiunto Claudio Soini, presidente del consiglio provinciale – perché sono il nostro futuro. 

La larga partecipazione è stata sottolineata dal presidente della Provincia Maurizio Fugatti, che ha rilevato come assieme agli elementi positivi ci sono preoccupazioni che si fanno sempre più vive, in particolare per la guerra in atto e per l’aumento dei costi energetici e delle materie prime. In questa fase occorre guardare con attenzione a quello che sta accadendo e accadrà.

Sul piano nazionale il governo chiede deroghe a livello europeo per poter intervenire con aiuti. A questo guardiamo con attenzione per capire anche dove intervenire. È una buona notizia anche quella dell’accordo trovato recentemente nel settore lattiero caseario. Un accordo che arriva in un momento difficile ma che guarda al futuro, consapevoli che l’unità del sistema è un valore importante”.

L’assessore all’agricoltura Giulia Zanotelli ha ricordato che abbiamo la fortuna di avere strumenti che altri non hanno, come quelli relativi alla stabilizzazione del reddito”.

L’assessore ha poi passato in rassegna alcune delle misure esistenti per il settore zootecnico ed ha sottolineato l’importanza del patrimonio rappresentato dalle malghe. “Abbiamo lavorato – ha aggiunto Zanotelli – con incontri tecnici e politici con l’obiettivo di difendere l’alpeggio e la montagna”.

Ha ricordato poi la situazione attuale e le prospettive in ambito di indennità compensativa, di sostegno ai giovani, di misure per l’insediamento.

“Si sta investendo molto sulla promozione dei prodotti agricoli”, ha concluso. 

“La montagna esprime una cultura profonda – ha aggiunto il sindaco di Trento, Franco Ianeselli – che emerge in questi giorni anche con il Film Festival. Dobbiamo far riconoscere, anche a Roma e Bruxelles, la specificità dell’agricoltura di montagna e il valore dei servizi che offre”.

Nella foto, da sinistra, Broch, Ress e Gentili.




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