Lazio

24enne gambizzato in via Chiodelli nella notte

A volte il silenzio della periferia romana è solo un’illusione che si spezza in un istante. Poco dopo l’una di notte, in via Raoul Chiodelli, l’eco secca di una manciata di spari ha squarciato il buio di Ponte di Nona.

Quando le volanti della Polizia di Stato hanno svoltato l’angolo con le sirene spiegate, sull’asfalto c’era un ragazzo di 24 anni, dolorante ma cosciente, colpito da un proiettile che gli aveva trapassato la gamba.

Un agguato in piena regola, consumato sotto i palazzoni di un quartiere che si scopre sempre più fragile e ostaggio di una violenza spietata.

Le telefonate al Numero Unico di Emergenza 112 si sono rincorse frenetiche, alimentate dal panico dei residenti svegliati di soprassalto dal rumore delle detonazioni.

L’ambulanza del 118 ha trasportato d’urgenza il giovane in ospedale: i medici hanno escluso il pericolo di vita, ma il danno sociale per l’intero quadrante è ormai fatto.

Sul posto, i fari della Polizia Scientifica hanno illuminato la strada a giorno per ore, a caccia di bossoli, tracce biologiche e dettagli utili.

Al vaglio degli investigatori ci sono ora i nastri delle telecamere di videosorveglianza della zona, nella speranza che l’occhio elettronico abbia catturato la targa di uno scooter o la sagoma del sicario in fuga.

immagine di repertorio

Il sospetto del filo conduttore: la sparatoria di sabato

C’è un’ombra ancora più inquieta che si allunga su via Chiodelli. Gli investigatori stanno cercando di capire se questo ferimento sia il secondo atto di un copione già scritto.

Soltanto sabato scorso, infatti, a pochissima distanza, in via Padre Damiano Veuster (nella zona storica di Vecchia Ponte di Nona), il piombo aveva già colpito.

La vittima in quel caso era stata un uomo di 64 anni, figura già nota alle forze dell’ordine, gambizzato da un sicario col volto coperto che si era poi dileguato nel nulla.

Il ferito si era presentato da solo al pronto soccorso del Policlinico di Tor Vergata, con le gambe sanguinanti e pochissime spiegazioni da dare agli inquirenti.

L’ipotesi della faida per il controllo del territorio

La pista principale, che accomuna i due episodi, porta dritta al mercato nero degli stupefacenti. Ponte di Nona, con i suoi grandi viali e la vicinanza strategica alle arterie autostradali, è da tempo un quadrante delicato per il traffico di droga della periferia est.

Una “faida dei piedi freddi” — come in gergo vengono chiamati i ferimenti alle gambe, storici avvertimenti della malavita — che potrebbe indicare un regolamento di conti interno o una punizione esemplare per un debito non pagato.

Mentre gli agenti attendono il via libera dei medici per ascoltare la versione del 24enne, tra le strade del quartiere crescono la rabbia e la rassegnazione.

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