Allarme sul Gran Sasso, soccorsi nella notte ma gli escursionisti rifiutano il rientro: è polemica

Cinque persone bloccate dal maltempo a 2.600 metri attivano i soccorsi e poi diventano irreperibili al telefono. Una volta raggiunti a piedi dai tecnici all’alba, decidono di restare in tenda scatenando aspre critiche sul web
TERAMO – Un intervento notturno del Soccorso alpino e speleologico d’Abruzzo sul Gran Sasso d’Italia torna a sollevare una scia di accese polemiche sui soccorsi in montagna ma prima ancora sulle scelte di come affrontare la montagna. Nella tarda serata di ieri, la Centrale operativa del 118 di Teramo ha attivato le squadre di emergenza dopo la chiamata di cinque escursionisti sorpresi da un violento temporale estivo a circa 2.600 metri di quota, nella zona della Conca degli Invalidi. Dopo aver contattato il Numero Unico di Emergenza 112 per segnalare la situazione critica, il gruppo si è però spostato in un’area priva di copertura cellulare, interrompendo bruscamente ogni comunicazione con gli operatori e costringendo i tecnici a pianificare una rischiosa operazione al buio e alla cieca.
Una squadra del Soccorso alpino è partita a piedi da Campo Imperatore affrontando le difficili condizioni meteo della notte per raggiungere la quota indicata. Al loro arrivo, alle prime luci dell’alba, i soccorritori hanno individuato i cinque escursionisti che, nel frattempo, si erano messi al riparo all’interno delle proprie tende. Una volta appurato che tutti fossero in buone condizioni di salute e che il temporale stesse cessando, i tecnici hanno invitato il gruppo a rientrare alla base per sicurezza. A quel punto, l’inaspettato rifiuto: gli escursionisti hanno dichiarato di non avere più bisogno di assistenza e di voler rimanere a dormire sul posto, vanificando di fatto lo sforzo e i rischi corsi dai soccorritori.
L’episodio ha riacceso il dibattito sulla responsabilità e sulla consapevolezza di chi frequenta l’alta quota, provocando dure reazioni sia tra gli addetti ai lavori sia sui canali social. Dal Corpo nazionale soccorso alpino e speleologico Abruzzo è arrivato un fermo richiamo alle regole base della sicurezza: una richiesta di aiuto deve essere legata a una reale emergenza e, una volta attivata la macchina dei soccorsi, è un dovere tassativo mantenere il contatto telefonico e seguire le direttive della centrale per non disperdere risorse vitali e non mettere inutilmente a repentaglio la vita dei tecnici della stazione di terra.
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