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Allarme peste in Russia, Trump: «A breve parlerò con Putin». Pressione Usa su Mosca

Non si chiude il grave incidente accaduto in Siberia dove una ricercatrice ventottenne è morta di peste polmonare in pochi giorni dopo aver aperto per sbaglio una fialetta contenente il batterio. Donald avrà presto con il suo omologo Vladimir Putin un colloquio sull’allarme peste in Russia. «Ho una telefonata in programma a brevissimo», ha detto il tycoon, parlando con i media di ritorno alla Casa Bianca.

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Si muove anche l’amministrazione americana, così come riporta il Wall Street Journal: gli Usa aumentano la pressione sulla Russia per il decesso nel laboratorio siberiano che studia la peste polmonare e per le successive misure di quarantena. In una nota ufficiale, conosciuta come démarche, il Dipartimento di Stato ha esortato Mosca ad adempiere agli obblighi internazionali di comunicazione in ambito sanitario, avvertendo che la mancata divulgazione di dettagli sulla morte di una ricercatrice viola gli obblighi internazionali in materia sanitaria. Secondo i funzionari Usa, Mosca ha fornito scarse informazioni sul misterioso episodio.

Ieri l’Organizzazione mondiale della sanità (Oms) ha affermato che il caso presenta un rischio “molto basso” al di fuori della Russia. L’agenzia sanitaria delle Nazioni Unite ha riferito di essere in contatto con le autorità russe in seguito alla notizia della morte, avvenuta la scorsa settimana, di una donna che lavorava presso l’Istituto di Ricerca Anti-Peste di Irkutsk per la Siberia e l’Estremo Oriente.

Lunedì Trump aveva dichiarato che gli Usa sarebbero disposti ad aiutare la Russia a gestire la situazione. «È una malattia grave. Sapete, è una malattia che un tempo riuscivamo a tenere sotto controllo, ma in qualche modo quei microbi sono diventati più forti e più intelligenti. Sono come un esercito”» ha detto Trump ai giornalisti alla Casa Bianca. Intanto l’amministrazione Trump deve affrontare la scadenza del 18 ottobre per decidere quali entità russe, se ce ne saranno, sanzionare ai sensi del ’Lindsey O. Graham Sanctioning Russia and Iran Act’, che Trump ha firmato il 18 settembre. L’Ucraina ha fornito all’amministrazione e al Congresso un elenco di aziende, navi e individui russi che vorrebbe vedere colpiti dalle sanzioni statunitensi ai sensi di quella legge.


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