Allarme Confagri, autoapprovvigionamento grano duro scende al 56% – In breve
Le superfici coltivate dal 2012 di
grano duro italiano si sono ridotte del 10%, il tasso di
autoapprovvigionamento è sceso di oltre il 22%, passando dal 78%
al 56,5% e oggi, per raggiungere l’autosufficienza mancano oltre
880mila ettari. E’ l’allarme lanciato da Confagricoltura,
evidenziando una condizione che mette a rischio la sovranità
produttiva. Tra i nodi dell’emergenza, spiega la Confederazione,
gli effetti climatici che erodono la produttività, la poli-crisi
globale che fa lievitare i costi energetici e produttivi e i
prezzi riconosciuti ai produttori sempre più bassi che lavorano
in perdita e in molti casi abbandonano. Secondo il Centro Studi
di Confagricoltura, l’Italia dipende dall’estero per quasi la
metà del grano duro che trasforma in pasta e questa dipendenza
cresce ogni anno, con margini in contrazione per i
cerealicoltori o addirittura in perdita. Una tendenza da
invertire, precisa Confagri nel plaudire la campagna del Masaf
che invita a preferire la pasta italiana, un segnale importante
di sostegno ai cerealicoltori italiani e di sensibilizzazione
dei consumatori.
La crisi in atto è comunque strutturale e si inserisce in un
contesto minaccioso a livello globale. “Ormai i prodotti
agricoli sono strumenti per condizionare le guerre che si
combattono anche attraverso la capacità di consegnare o non
consegnare navi di grano – ha detto Massimiliano Giansanti,
presidente di Confagricoltura – siamo preoccupati per
l’inflazione alimentare, un elemento che nessuna Banca centrale
può controllare. Un rialzo dei prezzi del cibo genererà
ulteriori scossoni in un mercato finanziario già turbato dalle
guerre”. Da qui l’auspicio di Confagri, che vengano individuate
risorse straordinarie per misure mirate, al fine di sostenere il
reddito degli agricoltori e garantire alla filiera
agroindustriale una sempre crescente quantità di grano duro
nazionale.
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