Alimenti surgelati paladini della riduzione del ‘food waste’

Più surgelati uguale a meno sprechi alimentari e più risparmio. A tutti i livelli: famiglie, ambiente e filiera produttiva. A risolvere la difficile equazione è un’indagine realizzata nel mese di aprile 2026 da Findus (Gruppo Nomad Foods) che ha coinvolto un campione europeo di ben 10.750 adulti distribuiti tra Croazia, Francia, Germania, Regno Unito, Svezia e Italia (2mila intervistati). In particolare, a fronte di una famiglia europea su due che getta ogni mese verdure fresche non consumate, solo tre su dieci fanno lo stesso con quelle surgelate, con un risparmio stimato in 624 euro l’anno. E se circa il 12% dello ‘food waste’ globale, pari a 526 milioni di tonnellate di alimenti, è imputabile a sistemi di refrigerazione insufficienti (cfr Fao), i prodotti surgelati, complice la lunga shelf life, si candidano a svolgere un ruolo sempre più rilevante nelle scelte alimentari dei prossimi anni.
Permangono, peraltro, alcune convinzioni ingiustificate che attribuiscono ai prodotti ‘frozen’ un valore nutrizionale inferiore rispetto a quello dei prodotti freschi: il 62% degli italiani (65% in Ue) considera, per esempio, le patate fresche più nutrienti di quelle surgelate, percentuale che sale al 63% (63% in Ue) nel caso del pesce e persino al 66% (63% in Ue) per il pollo. Quasi la metà dei rispondenti italiani (48%) riconosce, peraltro, che un maggior utilizzo dei surgelati in cucina possa contribuire alla riduzione del ‘food waste’. Oltre che della spesa domestica. “In un contesto nel quale il costo della vita continua a incidere sulle scelte d’acquisto, è importante promuovere una cultura alimentare più consapevole nella quale fresco e surgelato convivono valorizzando le peculiarità di entrambe le categorie – commenta Renato Roca, country manager Italia di Findus – Grazie alla lunga conservabilità e alla possibilità di usare solo quanto serve, i surgelati rappresentano una soluzione pratica per un’alimentazione più sostenibile”.
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