Nothing sarebbe in crisi nera: tagli, ritiro da 12 mercati e CMF ferma al palo
Secondo quanto riportato in esclusiva da Digit, un noto media indiano, Nothing sta attraversando una crisi globale seria. L’azienda starebbe infatti pianificando l’uscita da almeno 12 mercati, tagli massicci al personale e il suo sub-brand, CMF, nel 2026 non lancerà nemmeno uno smartphone.
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I numeri che emergono dall’indagine sono pesanti. Il Phone (4b)avrebbe venduto appena 20.000 unità a livello globale dall’uscita, mentre Phone (4a) e Phone (4a) Pro insieme hanno raggiunto circa 150.000 unità. Per un brand che nel 2025 aveva spedito circa 2 milioni di dispositivi in tutto il mondo, si tratta di un rallentamento brusco.
I mercati da cui Nothing si sta ritirando includono Medio Oriente, Giappone e parti d’Europa non specificate (l’Italia potrebbe anche essere miracolosamente esclusa, per quel che ne sappiamo).
In parallelo, l’azienda sta riducendo il personale globale del 30-40%, con tagli ancora più pesanti nell’unità di ricerca e sviluppo: circa il 50% dei dipendenti nel team cinese e il 30-40% in quello di Londra.
La causa principale è la crisi dei prezzi delle memorie, quadruplicati da settembre 2025, rendendo sempre più difficile costruire smartphone competitivi nella fascia bassa e media senza perdere margine o qualità. Non è un problema esclusivo di Nothing ovviamente, ma chi opera a prezzi più contenuti lo sente con più forza, come abbiamo già visto analizzando il mercato smartphone nel Q2 2026.
Akis Evangelidis, co-fondatore di Nothing, ha confermato pubblicamente il blocco di un nuovo CMF:
We were working on a successor, but with memory prices where they are right now, we can’t build a phone that feels like a genuine step forward at a price that makes sense for CMF.
CMF era nata con un’identità precisa: design curato e specifiche generose ma a prezzi contenuti. Quel segmento, secondo Counterpoint, è crollato del 45% anno su anno nel solo Q2 2026. Senza un prodotto di punta, il brand rischia di perdere rilevanza nel momento peggiore, tanto più che Himanshu Tandon, il dirigente che aveva costruito CMF, ha lasciato l’azienda.
Almeno un dispositivo originariamente pensato per CMF è stato spostato sul brand principale Nothing, dove un prezzo più alto è maggiormente sostenibile.
Nothing sta concentrando le risorse su meno mercati, un team più piccolo e una gamma di prodotti più stretta. Se la spinta indiana basterà a reggere il brand durante questa fase di ritiro globale lo dirà la seconda metà del 2026, ma i segnali attuali non sono rassicuranti per chi aveva scommesso su Nothing come alternativa credibile ai grandi player Android. A rendere tutto ancor più amaro, il suo ritiro praticamente coincide con quello di OnePlus, azienda con la quale il fondatore di Nothing, Carl Pei, ha più di un legame.
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