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Alcaraz: “Caro Sinner, vinci troppo quando non ci sono io…”

«Fratello… Tornerò presto e spero tu sia ancora lì ad aspettarmi». Firmato: Carlos Alcaraz. Mentre Jannik Sinner domina nel mondo del tennis, lo spagnolo è fermo ai box tra terapie e riabilitazione per superare il problema al polso che l’ha costretto a saltare Roma e lo terrà fermo anche a Parigi. Alcaraz è un leone in gabbia, consapevole di essere l’unico in grado di impensierire realmente l’italiano. Così ha scritto al suo amico-rivale attraverso il suo profilo su X: «Jannik, guardo la finale da casa con il ghiaccio sul polso. Ogni volta che il telefono vibra… c’è di nuovo il tuo nome. Un altro trofeo. Un’altra domenica in cui fai la storia come fosse la cosa più normale del mondo».

Il duello che anima il tennis

È stato questo l’incipit del lungo messaggio di Alcaraz, che trasuda amicizia ma anche una voglia irrefrenabile di tornare a competere con lui, per far ritornare il tennis un duopolio: «9 titoli Masters già… pazzesco. A volte penso che vinci troppo quando io non ci sono. Il tennis sembra strano quando non ti guardo dall’altra parte della rete tra un punto e l’altro. Il circuito è troppo silenzioso senza le nostre partite. Mi manca questa sensazione… entrare in campo sapendo che dall’altra parte ci sei tu, pronto alla guerra».

Il ritorno in campo

Servirà ancora un po’ di tempo per rivedere lo spagnolo in campo, per ammirare ancora una volta, e altre ancora, lo spettacolare duello tra due fuoriclasse diversi ma molto simili per voglia di vincere: al momento nelle sfide dirette è Alcaraz a guidare, con 10 vittorie contro 7 di Sinner: «La riabilitazione è dura perché il mio corpo riposa, ma la mia mente vuole ancora inseguirti. Ogni partita che vinci mi fa venire voglia di tornare ancora più in fretta. Goditi questo momento. Davvero. Ti meriti tutto quello che stai vivendo ora. Ma non dimenticare… sto tornando presto. E credo che entrambi sappiamo che le nostre partite migliori le dobbiamo ancora giocare. Tornerò presto… e spero che tu sia ancora lì ad aspettarmi. Vamos». Ti rispetto, ma voglio batterti ancora.


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