Alabaster DePlume – Dear Children Of Our Children, I Knew : Epilogue: Un’esternazione sociale e politica per il mini album del sassofonista inglese :: Le Recensioni di OndaRock
“Dear Children Of Our Children, I Knew : Epilogue” è per alcuni versi un breve compendio di ventisei minuti alla spiritualità pagana dell’ultimo album “A Blade Because A Blade Is Whole”, ma il nuovo progetto di Alabaster DePlume è ben più di una semplice raccolta di cinque pezzi registrati durante il tour americano del 2025.
Il nuovo disco del sassofonista e polistrumentista inglese nasce dalla forte intesa nata sul palco tra DePlume e i due compagni di viaggio Shahzad Ismaily (basso) e Tcheser Holmes (batteria). L’intensa materia sonora di questi cinque brani strumentali non è circoscritta al puro dato musicale. Bastano, infatti, le immagini di copertina per cogliere segnali socio-politici potenti: il disegno, composto con la tecnica del wheatpaste, è opera di un ragazzino di 13 anni di Gaza, un messaggio che è rafforzato dalla dedica a uno dei tanti martiri della guerra, Obaida Ahmed al-Qiram, che appare in copertina.
Maestro della poetica del dolore, Alabaster DePlume dissemina ulteriori segnali di malessere e sofferenza. L’ultimo singolo “Glass” non è solo una delle pagine più solenni e suggestive del progetto, ma è anche il centro nodale di una profonda riflessione che il musicista ha racchiuso in poche parole: “La sabbia surriscaldata si scioglie. Diventa limpida, trasparente. Indurendosi, diventa vetro. Il vetro, lo frantumiamo, e si riduce in schegge. Eppure riesce ancora a brillare, in un certo senso. Sono trasparenti. Come può un essere umano sopportare punizioni estreme e brutali, eppure brillare ancora, essere ancora trasparente, limpido, rifrangere ancora la luce?”.
Il legame tra le personali strategie semantiche in chiave avant-jazz di DePlume e le sorti del popolo palestinese è ulteriormente racchiuso nelle registrazioni effettuate a Betlemme, dove unici protagonisti sono i bambini, il cui vociare è sempre più simile a un’ultima richiesta d’aiuto (“What Did The Child Say/ Facing Reality”) alla quale il mondo sembra essere sordo e indifferente.
24/06/2026
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