Mondo

Ai, in Italia mercato a 1,8 miliardi e domanda di competenze in forte crescita. E in Europa?


Tuttavia, il ruolo effettivo dell’Ai in queste decisioni resta oggetto di dibattito. Il sindacato spagnolo CCOO ha contestato la narrativa aziendale, sostenendo che i tagli siano piuttosto il risultato di scelte strategiche discutibili. Il caso si inserisce in un contesto più ampio: già a gennaio la stessa Capgemini aveva annunciato in Francia un piano di adattamento della forza lavoro con possibili 2.400 esuberi. Parallelamente, nel 2025 le tre principali società globali di consulenza tecnologica – Accenture, Capgemini e Infosys – hanno perso complessivamente oltre 100 miliardi di dollari di capitalizzazione, segnale di una fase di profonda trasformazione del settore.

In Austria emerge invece un divario marcato tra percezione pubblica e realtà dei dati. Secondo diverse rilevazioni, il 51% della popolazione teme che l’Ai distrugga più posti di lavoro di quanti ne crei, ma gli effetti concreti finora risultano limitati. Al contrario, il settore IT ha registrato una crescita occupazionale del 3,4% nel 2025, con oltre la metà delle aziende che ha aumentato il personale.

Ciò non significa che l’impatto sia nullo. Grandi gruppi come Amazon hanno annunciato tagli anche legati all’adozione dell’Ai, mentre aziende come Accenture stanno ridefinendo i propri modelli organizzativi. Secondo Michael Zettel, managing director di Accenture Austria, il processo si articola in tre fasi: riqualificazione della forza lavoro esistente, inserimento di nuovi specialisti e progressiva eliminazione dei ruoli non compatibili con l’era dell’intelligenza artificiale. La domanda si orienta sempre più verso profili “ibridi”, capaci di combinare competenze tecniche e gestione dei processi automatizzati.

Questa trasformazione convive con una forte carenza di competenze: entro il 2030 potrebbero mancare circa 39.000 professionisti IT nel Paese. Allo stesso tempo, aziende come Dynatrace continuano ad assumere centinaia di persone ogni anno, segnalando come l’Ai stia alzando gli standard richiesti più che riducendo in modo lineare l’occupazione.

Una situazione ancora diversa si osserva nella Repubblica Ceca, dove il settore IT rappresenta circa il 4% dell’occupazione complessiva, con oltre 200.000 lavoratori e un ecosistema fortemente integrato con multinazionali occidentali. Qui il tema dei licenziamenti legati all’Ai è molto discusso, ma i dati concreti restano limitati. Alcune aziende, come Oracle, hanno annunciato riduzioni significative del personale, ma non si tratta ancora di un fenomeno tale da incidere sugli indicatori macroeconomici.


Source link

articoli Correlati

Back to top button
Translate »