Friuli Venezia Giulia

Agenas e Uniud firmano un accordo triennale sull’umanizzazione delle cure


L’Agenzia nazionale per i servizi sanitari regionali e l’Università di Udine hanno sottoscritto un protocollo d’intesa triennale sull’umanizzazione delle cure. L’accordo è stato presentato martedì 8 settembre 2026 a Udine, nel Palazzo della Regione Friuli Venezia Giulia, alla presenza del presidente di Agenas Massimiliano Fedriga, del rettore dell’ateneo Angelo Montanari e dell’assessore regionale alla salute Riccardo Riccardi. Il protocollo punta a rafforzare la collaborazione scientifica, formativa e istituzionale sul tema della centralità della persona nei sistemi sanitari. Prevede attività congiunte di studio e ricerca, lo sviluppo di indicatori multidimensionali per la valutazione dell’umanizzazione, l’analisi delle esperienze regionali e aziendali e il raccordo tra ricerca, formazione e pratica assistenziale. La collaborazione durerà 36 mesi e non comporta nuovi oneri finanziari per le parti.

Un osservatorio nazionale nel mirino

Uno degli obiettivi strategici è gettare le basi metodologiche e scientifiche per la progettazione di un Osservatorio nazionale sull’umanizzazione delle cure. Il progetto si innesta sull’esperienza maturata da Agenas e sulle competenze sviluppate dall’Università di Udine nel campo della medicina orientata alla persona e del benessere organizzativo.

“Con questo Protocollo – ha sottolineato Massimiliano Fedriga – Agena rafforza il proprio impegno su un tema che riguarda direttamente la qualità del Servizio sanitario nazionale: la capacità di costruire percorsi di cura realmente orientati alla persona. La collaborazione con l’Università di Udine ci consentirà di mettere insieme ricerca, competenze scientifiche ed esperienze maturate nei territori per sviluppare indicatori, metodologie ed evidenze utili alle Regioni e alle strutture sanitarie. Vogliamo dare all’umanizzazione delle cure una dimensione sempre più strutturata e misurabile, valorizzando le buone pratiche e creando le basi scientifiche e metodologiche anche per la progettazione di un Osservatorio nazionale dedicato. È un percorso che può contribuire a rendere più omogenea e qualificata l’assistenza in tutto il Paese”. Il direttore generale di Agenas, Angelo Tanese, collegato da remoto, ha inquadrato l’accordo nella missione dell’agenzia: “La collaborazione con l’Università di Udine – ha detto Angelo Tanese, in collegamento da remoto – interpreta pienamente la missione della nostra Agenzia nel supportare le aziende sanitarie su temi strategici quali l’organizzazione, la sicurezza e l’umanizzazione delle cure. Grazie a questa intesa, sarà possibile definire nuovi indicatori per il monitoraggio dei servizi offerti ai cittadini, con l’obiettivo di garantire standard di qualità omogenei su tutto il territorio nazionale”.

Le voci dei protagonisti

Il direttore della ricerca di Agenas, Giovanni Baglìo, ha sottolineato il valore culturale dell’iniziativa: «Il valore di questa importante collaborazione tra A e l’Università di Udine – ha sostenuto Giovanni Baglìo – non si esaurisce nelle singole iniziative che saranno messe in campo, ma sta soprattutto nel riportare l’umanizzazione al centro delle strategie di sviluppo della sanità italiana. In un momento in cui l’attenzione sembra concentrarsi particolarmente su questioni di “posizione”, l’umanizzazione ci ricorda che conta altrettanto la “postura”: non basta chiedersi dove si collocano i servizi, occorre preoccuparsi di come li si abita, rimettendo al cuore delle scelte clinico-organizzative la persona e la complessità dell’esperienza di malattia».

Il rettore Angelo Montanari ha definito l’accordo un passaggio decisivo per la diffusione del progetto: “L’accordo con Agenas – ha evidenziato il rettore Angelo Montanari –, che ringraziamo per la condivisione e il sostegno al progetto, è un passo fondamentale per la sua diffusione e attuazione a livello nazionale. Il sistema sanitario italiano è un bene prezioso da sostenere e noi intendiamo fare la nostra parte con questo progetto fondato sulla centralità della persona per rispondere in maniera sempre più efficace, efficiente e appropriata alle esigenze dei pazienti e dei professionisti della salute”.

Massimo Robiony, delegato all’umanizzazione delle cure e direttore del Dipartimento Testa Collo e Neuroscienze dell’Azienda sanitaria universitaria Friuli centrale, ha ricordato le radici del percorso: “Il protocollo d’intesa con Agenas – ha spiegato Massimo Robiony – rappresenta per l’Università di Udine il riconoscimento di un percorso costruito negli anni: l’umanizzazione delle cure intesa non solo come principio ispiratore, ma come scienza organizzativa in grado di produrre impatti clinici, economici e sociali misurabili. L’esperienza maturata nel Dipartimento Testa Collo e Neuroscienze dell’Azienda sanitaria universitaria Friuli centrale e formalizzata nella Carta di Udine diventa oggi patrimonio condiviso a livello nazionale, in coerenza con gli indirizzi della legge di bilancio 2025 sull’umanizzazione delle cure. Con questa collaborazione l’Ateneo contribuirà, insieme ad Agenas, alla costruzione delle basi scientifiche e metodologiche per l’Osservatorio nazionale sull’umanizzazione delle cure”.

Il ruolo del Friuli Venezia Giulia

L’assessore regionale Riccardo Riccardi ha illustrato il contributo della regione: “Il Friuli-Venezia Giulia – ha affermato Riccardo Riccardi – ha scelto di affrontare il tema dell’umanizzazione delle cure non come un principio astratto, ma come una componente della programmazione e dell’organizzazione sanitaria. Il percorso avviato per la realizzazione dell’Hub regionale nasce proprio dalla volontà di mettere a sistema competenze, formazione ed esperienze già presenti sul territorio, facendo della centralità della persona un elemento concreto della governance dei servizi. L’intesa tra Agenas e Università di Udine rappresenta quindi anche una valorizzazione del lavoro che il nostro sistema regionale sta portando avanti e offre l’opportunità di confrontare questa esperienza con altre realtà, migliorarla e renderla patrimonio condiviso. Per noi umanizzare significa costruire servizi più attenti alle persone, alle loro relazioni con chi cura e alla qualità complessiva dell’esperienza assistenziale”.

Il progetto affonda le radici nel lavoro avviato una decina di anni fa dal professor Robiony, applicato prima nella clinica di chirurgia maxillo-facciale e poi nel Dipartimento testa collo e neuroscienze dell’Azienda sanitaria universitaria Friuli centrale. Nel 2023 è diventato anche un master universitario — il primo del genere a livello nazionale — che ha già formato 15 esperti provenienti da tutta Italia. A fine novembre 2024 gli “Stati generali itineranti per l’umanizzazione delle cure e il benessere organizzativo”, organizzati a Udine, hanno ricevuto la Medaglia del presidente della Repubblica da Sergio Mattarella e hanno dato vita alla Carta di Udine, documento di indirizzo scientifico sul tema.


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