Addio a Giovanni Giaccone, il ciclista dei record: in 89 anni ha pedalato per 2,3 milioni di km

Si è spento Giovanni Giaccone, il ciclista cuneese conosciuto in tutta Italia per un primato straordinario: oltre 2,3 milioni di chilometri percorsi in bicicletta nell’arco di una vita. Aveva 89 anni e fino agli ultimi anni non aveva mai smesso di inseguire quella passione che lo aveva accompagnato fin dall’adolescenza.
Professore di matematica all’Istituto Bonelli di Cuneo, Giaccone per oltre settant’anni annotò meticolosamente ogni uscita, registrando chilometri, giornate di pedalata e persino le temperature. Un archivio personale che, alla fine del 2023, aveva restituito cifre impressionanti: una distanza equivalente a oltre 56 volte il giro dell’Equatore o a sei viaggi di andata e ritorno verso la Luna.
Nato a Cuneo nel 1937, aveva scoperto la bicicletta insieme al fratello gemello Luciano. I due iniziarono a pedalare da ragazzi e, dopo il diploma, raggiunsero Roma in sella. Da allora la bicicletta divenne il centro della loro vita. Con gli amici affrontarono i grandi valichi alpini, le Dolomiti, le Alpi francesi e svizzere, trasformando ogni uscita in un’avventura.
Il destino li separò nel 1985, quando Luciano perse la vita investito da un’auto mentre pedalava. Un dolore immenso che per qualche tempo allontanò Giovanni dalla sua bicicletta. Poi, lentamente, tornò in sella, trasformando anche quella tragedia in una ragione per continuare a pedalare.
I numeri della sua carriera restano difficili da immaginare. Dal 1983 al 2022 percorse più di 40mila chilometri all’anno per quarant’anni consecutivi. In ventidue stagioni superò addirittura i 50mila chilometri. Tra il giugno 1989 e il febbraio 2006 salì in bicicletta ogni singolo giorno, senza interruzioni, per 6.086 giorni consecutivi.
Amava le randonnée e le lunghe distanze. Partecipò a prove leggendarie come la Parigi-Brest-Parigi e la Bergamo-Roma-Bergamo, oltre a numerose granfondo. Viaggiò in tutta Europa, spesso da solo, raggiungendo anche le sedi degli esami di maturità a cui era stato nominato commissario direttamente in bicicletta.
Accanto a lui, per oltre mezzo secolo, la moglie Anna Orsi. Insieme condivisero la passione per lo sport e i viaggi. Tra i ricordi più cari, il tour in Islanda: duemila chilometri pedalati dopo essere atterrati a Reykjavik, sotto il sole di mezzanotte.
Anche quando un incidente gli provocò la frattura del femore e lo costrinse a fermarsi per 139 giorni, Giaccone non si arrese. Tornò a pedalare, fedele alla filosofia che aveva guidato la sua esistenza. “Molti dicono che il momento più bello dell’andare in bici è quando si arriva. Per me è sempre l’andare”, aveva raccontato.
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