Umbria

Acquedotto Terria-Pentima, gelo sui nuovi lavori: Regione contraria, lettera di De Luca

A distanza di circa dieci anni dall’avvio del cantiere, ecco che torna a far discutere l’acquedotto Terria-Pentima. Stavolta la questione travalica il confine della provincia di Terni e tocca da vicino il Comune di Scheggino, dove sono ubicati due pozzi che dovrebbero essere collegati alla rete. La Conferenza dei servizi dedicata, che era in programma martedì mattina, è saltata: l’ente guidato dal sindaco Luca Dottori, che non nasconde la propria contrarietà al progetto in via di autorizzazione, ha chiesto infatti integrazioni documentali e la seduta è stata rinviata alla prossima settimana. La situazione ha spinto il Comune di Ferentillo, a guida Sebastiano Torlini, a non pronunciarsi in tale fase e la Regione ne ha approfittato per entrare politicamente a gamba tesa sulla procedura. Ci ha pensato in particolare l’assessore Thomas De Luca con una lettera depositata agli atti, nella quale, per la formazione del giudizio di compatibilità ambientale, esprime la contrarietà della Giunta regionale all’intervento presentato dal Servizio idrico integrato «a fronte della mancata valutazione di alternative progettuali più volte oggetto di confronti con Auri e gestore proponente».

Il progetto proposto da Sii, che ha già il nulla osta di Auri per 6,6 milioni di euro, deriverebbe dalla necessità di potenziare e mettere in sicurezza l’approvvigionamento idrico della Conca ternana e del comprensorio Amerino, risolvendo i problemi di carenza d’acqua (soprattutto estiva). L’attuale campo pozzi di Terria infatti non riuscirebbe a erogare la portata massima di progetto originaria (400 litri al secondo). L’intervento in questione prevede di collegare funzionalmente due nuovi pozzi di captazione situati nel Comune di Scheggino (pozzi VN2 e VN3) al serbatoio strategico di Terria (Ferentillo), attraverso una nuova condotta adduttrice lunga circa 4,5 chilometri. Sulle procedure autorizzative tuttavia è impasse.

Il Sii, agendo in esecuzione di un piano regionale datato e contravvenendo a esigenze riscontrate sul campo, attende l’esito dell’iter autorizzativo; il Comune di Scheggino, che avrebbe anche incaricato un legale per alcune valutazioni, pretende invece nuove e più approfondite perizie sulle conseguenze che il completamento dell’acquedotto avrebbe sul territorio; Ferentillo, interessato in minima parte dal nuovo intervento, attende sviluppi, mentre dalle parti dell’Autorità umbra rifiuti e idrico (Auri), c’è la disponibilità a sospendere le procedure autorizzative in atto, per valutare possibili soluzioni alternative, così come proposto dall’assessore all’Ambiente De Luca. Non restano nel frattempo indifferenti gli ambientalisti, già a suo tempo contrari all’opera nel suo complesso.

I critici sostengono che l’acqua emunta sarebbe in realtà sufficiente se si riducessero le perdite di rete, che nella provincia di Terni sono storicamente molto alte. Secondo i comitati, attingere ad altri due pozzi (VN2 e VN3) a Scheggino rischia di impoverire ulteriormente la portata del fiume Nera e il livello della falda idrica della Valnerina, ‘esportando’ una risorsa naturale delicata per compensare le inefficienze delle condotte cittadine. Per il sindaco di Scheggino andrebbero valutate attentamente anche le questioni sismiche. Tra richieste di approfondimenti e prese di posizione, sale dunque l’attenzione su un acquedotto che fa discutere da tempi precedenti l’avvio del cantiere.

La Regione fa notare che il divario tra il dimensionamento dell’infrastruttura realizzata nel decennio scorso (450 l/s) e la disponibilità di risorsa effettivamente emunta, per circa un quarto delle valutazioni a monte, deve essere colmato con interventi strutturali che diano certezza e sicurezza di approvvigionamento; De Luca quindi si appella ai
soggetti proponenti per una riapertura della discussione e del confronto in sede politica.

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