accolte 21 domande di contributo nel Distretto di Riccione

Favorire l’autonomia e sostenere il diritto al lavoro alle persone con disabilità negli spostamenti casa-lavoro. È questo l’obiettivo del bando promosso dal Distretto socio-sanitario di Riccione che, chiuso lo scorso 10 aprile, ha accolto tutte le 21 domande di contributo ammissibili pervenute da parte di cittadini residenti nei 14 comuni territoriali. Per l’annualità 2026 i fondi messi a disposizione dalla Regione Emilia-Romagna ammontano complessivamente 39.348,74 destinati a sostenere le spese di trasporto per raggiungere la sede lavorativa utilizzando mezzi propri o il trasporto pubblico. Le richieste ammesse a contributo hanno espresso un fabbisogno complessivo pari a 50.983 euro, superiore alle risorse disponibili. Per questo motivo il contributo riconosciuto a ciascun beneficiario sarà rimodulato proporzionalmente, così da garantire il sostegno a tutte le domande accolte.
Tra i requisiti contemplati nel bando annuale, i richiedenti devono essere in possesso della cittadinanza italiana, di un paese dell’Unione europea, oppure, nel caso di cittadini non appartenenti all’Unione europea, di un regolare permesso di soggiorno, avere la residenza in uno dei comuni del Distretto di Riccione (Riccione, Coriano, Misano Adriatico, Cattolica, San Giovanni in Marignano, Montescudo-Monte Colombo, Morciano di Romagna, San Clemente, Gemmano, Mondaino, Saludecio, Montefiore, Montegridolfo, Sassofeltrio) ed essere inseriti lavorativamente nel corso dell’annualità 2025.
Tra le spese ammesse a contributo rientrano il pagamento di servizi di taxi o di trasporto personalizzato, oppure per l’utilizzo del veicolo personale o familiare, per il quale sarà riconosciuto un rimborso forfettario pari a 0,50 euro per chilometro di distanza tra l’abitazione e il luogo di lavoro del beneficiario. Tale rimborso sarà calcolato considerando un numero medio annuo di 230 giornate lavorative. Inoltre, possono essere documentate le spese relative all’acquisto o alla modifica di veicoli adattati, come quadricicli o carrozzine elettriche. In questo caso, è necessario dichiarare di non aver richiesto né ottenuto contributi ai sensi della Legge regionale n. 29/1997.
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