a Villa De Sanctis arriva la statua dedicata ad Alberto Sordi
Un compleanno speciale che si trasforma nel tributo definitivo, fisico e permanente, di Roma a uno dei suoi figli più iconici, viscerali e amati di sempre.
Il prossimo 15 giugno, giorno in cui Alberto Sordi avrebbe compiuto 106 anni, il parco monumentale di Villa De Sanctis terrà a battesimo l’inaugurazione di una statua in bronzo a grandezza naturale interamente dedicata all’attore.
Un appuntamento cerchiato in rosso da mesi sul calendario del Municipio V, pronto a trasformarsi in una grande festa popolare per i residenti del quadrante est e per tutti gli storici appassionati della commedia all’italiana.
Fino al momento del taglio del nastro, il volto e le sembianze esatte dell’opera rimarranno blindati dal più stretto riserbo istituzionale.
Nessuna fotografia è stata lasciata trapelare dalle fonderie. Eppure, dietro la genesi di questa scultura si nasconde una bellissima storia di riscatto generazionale, memoria collettiva e giovani talenti creativi.
Il bando nelle scuole e il trionfo del liceo Caravaggio
L’idea di erigere un monumento ad “Albertone” nella periferia romana è nata da un concorso di idee pubblico promosso dal parlamentino di via di Torre Annunziata in stretta sinergia con la Fondazione Museo Alberto Sordi.
A sbaragliare la concorrenza e a convincere l’esperta giuria tecnica sono stati Andrea D’Amore ed Emiliano Porcelli, due giovanissimi studenti del liceo artistico “Caravaggio” che, all’epoca della prima selezione, frequentavano ancora i banchi del quarto anno superiore.
La loro proposta plastica è stata incoronata nell’ambito del progetto “I romani per Alberto Sordi”, un’iniziativa nata con l’obiettivo esplicito di cucire un passaggio di testimone ideale, spingendo le nuove generazioni di nativi digitali a confrontarsi con l’immensa eredità culturale del marchese del Grillo.
Villa De Sanctis nel cuore della Hollywood neorealista
La scelta della location è tutt’altro che casuale o legata a mere logiche di arredo urbano. Villa De Sanctis sorge infatti come una cerniera verde nel cuore pulsante di una porzione di Roma che ha marchiato a fuoco la storia del cinema internazionale.
Dal Prenestino al Pigneto, passando per il Quadraro, Torpignattara, Centocelle e Villa Gordiani: queste strade, questi muretti e queste marane sono stati i set a cielo aperto delle pellicole del Neorealismo e del dopoguerra, sfondi di una periferia dolente e ironica che Sordi ha attraversato e immortalato decine di volte sul grande schermo.
Per il presidente del Municipio V, Mauro Caliste, l’evento va ben oltre la semplice inaugurazione: «È l’atto di giustizia e riconoscimento a un artista immenso che ha saputo vivisezionare come nessun altro le fragilità, i vizi, le contraddizioni e la travolgente ironia del popolo italiano». La statua troverà il suo posizionamento definitivo accanto alla Casa della Cultura e dello Sport “Silvio Di Francia”, un hub già centrale per la vita associativa dei giovani del quartiere.
La Fondazione Sordi: «Riportiamo Alberto tra la sua gente»
Soddisfazione condivisa anche dall’assessore municipale all’Ambiente, Edoardo Annucci, che ha rivendicato come «la cura del verde pubblico debba camminare di pari passo con la semina della memoria storica e della bellezza estetica sul territorio».
Il sigillo d’autore sul progetto è quello impresso da Giambattista Faralli, presidente della Fondazione Museo Alberto Sordi: «Portare un monumento dedicato ad Alberto nel cuore profondo della periferia est significa restituire simbolicamente l’attore ai luoghi e alle persone reali che hanno ispirato e nutrito le sue maschere cinematografiche più riuscite. Non celebriamo un pezzo di metallo freddo, ma un elemento vivo destinato a dialogare ogni giorno con i passanti». La macchina dei preparativi è ormai agli sgoccioli: dal 15 giugno, Roma riavrà il suo cittadino più illustre, impresso nel bronzo, a passeggio nel parco.
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