A Soriano rivive la Calata del Quadro di San Domenico
Stanotte, nella chiesa del Convento di Soriano Calabro, torna la suggestiva Rievocazione della Calata del Quadro miracoloso di San Domenico, evento particolarmente atteso dalla comunità, dalla Confraternita del Santissimo Rosario, dai padri domenicani e dai numerosi pellegrini
SORIANO CALABRO – Questa notte (14 settembre 2026), con inizio alle 23, nella chiesa del Convento di San Domenico di Soriano Calabro, tornerà la suggestiva Rievocazione della Calata del Quadro miracoloso di San Domenico, l’antica tradizione che ricorda la prodigiosa apparizione dell’Immagine, avvenuta secondo la tradizione nella notte del 15 settembre 1530.
Un appuntamento particolarmente atteso dalla comunità sorianese, dalla Confraternita del Santissimo Rosario, dai padri domenicani e dai numerosi pellegrini che giungeranno per rivivere un momento che appartiene profondamente alla storia e alla spiritualità di Soriano.
UNA STORIA DALLE RADICI PROFONDE
Per quasi tre secoli il Convento di San Domenico fu un autentico faro di cultura, civiltà e spiritualità per la Calabria e per il mondo cattolico. Una storia alla quale è legata indissolubilmente la venerata Immagine di San Domenico. Tra le fonti più importanti sulle origini del Santuario vi è l’opera di Padre Antonino Lembo O.P., “Croniche del Convento di San Domenico in Soriano”, pubblicata a Messina nel 1687. Prezioso è stato anche il lavoro di Padre Antonino Barilaro, che dedicò gran parte della sua attività alla ricerca e alla valorizzazione della storia del Santuario.
LA NOTTE DEL 15 SETTEMBRE DEL 1530
Erano trascorsi circa vent’anni dall’arrivo dei Domenicani a Soriano. La comunità era composta da Padre Domenico Galiano, Padre Stefano Natale, Padre Tommaso, Fra Lorenzo da Grotteria e Fra Natale Sorbilli. Ogni notte i frati si ritrovavano in chiesa per la recita dell’Ufficio Divino.
Ma nella notte del 15 settembre 1530, intorno alle 2:30, accadde qualcosa destinato a cambiare per sempre la storia del luogo. Fra Lorenzo, entrando in chiesa, vide tre donne dall’aspetto maestoso. Una di loro gli domandò se nella chiesa vi fosse un’immagine di San Domenico. Il frate rispose che non ve n’era alcuna, se non una ormai sbiadita dipinta su una parete.

La donna gli consegnò allora una tela avvolta in un involucro, ordinandogli di portarla al Superiore e di esporla sull’altare. Quando la tela venne aperta, i frati rimasero stupefatti: vi era raffigurato San Domenico. Le tre donne, nel frattempo, erano scomparse. La notte seguente una di esse apparve a un frate e spiegò che erano la Vergine Santissima, Santa Maria Maddalena e Santa Caterina d’Alessandria, protettrici dell’Ordine domenicano. Il Superiore, vinto ogni dubbio, fece esporre l’Immagine sull’altare. Da allora a Soriano quell’evento è conosciuto come “La Calata”.
IL PROCESSO CANONICO AVVIATO NEL 1609
Non esistono documenti contemporanei al 1530 che attestino l’accaduto, ma importanti testimonianze furono raccolte nel processo canonico avviato nel 1609. Nel 1610 quattro parroci dichiararono sotto giuramento di aver ascoltato più volte il racconto da Padre Domenico Galiano. Significativa anche la testimonianza di Fra Natale Sorbilli, raccolta davanti al notaio Andrea Raffaele. Al di là della possibilità di verificare storicamente ogni particolare, resta la straordinaria devozione nata attorno al Quadro, alla quale nei secoli si sono attribuiti numerosi prodigi e grazie.

Il culto si diffuse in tutto il mondo domenicano, tanto che riproduzioni dell’Immagine furono custodite in conventi e chiese di numerosi Paesi. Anche l’Olio della Lampada, che arde continuamente davanti al Quadro, divenne nei secoli una delle espressioni più sentite della devozione popolare.
E proprio questa notte, nella chiesa del Convento, la storia tornerà a vivere attraverso la rievocazione. padri domenicani, Confraternita del Santissimo Rosario, sorianesi e pellegrini si ritroveranno insieme per ricordare quella misteriosa notte del 15 settembre 1530 e rinnovare una devozione che, dopo quasi cinque secoli, continua a custodire nel cuore di Soriano il suo legame con San Domenico.
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