A scuola dal 31 agosto, bilancio di circa ottomila bambini. La Regione: “Strutturale nel 2027”

Oltre 9 mila domande presentate, 8.005 bambini frequentanti e 40 comuni coinvolti: sono i numeri del primo bilancio di “Settembre Insieme”, la sperimentazione della regione Emilia-Romagna che ha offerto gratuitamente attività extrascolastiche agli alunni delle scuole primarie nelle due settimane precedenti l’avvio delle lezioni, dal 31 agosto fino all’inizio delle lezioni. Il presidente Michele de Pascale e l’assessora alla Scuola e politiche per l’infanzia, Isabella Conti, hanno illustrato i risultati.
Le attività — educative, sportive, culturali, ricreative e di socializzazione — hanno coinvolto 143 istituzioni scolastiche e 16 scuole paritarie nelle 14 Atuss (agende trasformative urbane per lo sviluppo sostenibile) partecipanti. Tra i frequentanti, circa 600, pari al 7,5% del totale, sono bambini con disabilità.
“Una misura unica in Italia destinata a diventare strutturale”
“Una sperimentazione – sottolineano de Pascale e Conti – senza precedenti in Italia per ampiezza, dimensione territoriale e regia regionale, capace di offrire una risposta nuova alle famiglie in una delle fasi più delicate dell’organizzazione estiva, mettendo in rete istituzioni, scuole, Comuni, Terzo settore, associazioni, educatori e operatori. Siamo partiti velocemente, già da questo anno scolastico, consapevoli che costruire in pochi mesi una misura nuova e così complessa avrebbe richiesto, da parte di tutti, fatica, flessibilità e tenacia. Uno sforzo che è stato ampiamente ripagato: abbiamo intercettato una domanda sociale alla quale crediamo sia doveroso continuare a dare risposta”.
L’obiettivo dichiarato è rendere il progetto strutturale già dal 2027, estendendolo potenzialmente a tutti i 330 comuni dell’Emilia-Romagna. “Lo abbiamo anticipato e lo confermiamo – proseguono presidente e assessora -, a maggior ragione visti i risultati di questo laboratorio che ci serve per costruire il 2027 e fare ancora meglio: dal prossimo anno vogliamo che ‘Settembre insieme’ diventi una misura strutturale, estesa potenzialmente a tutti i 330 Comuni dell’Emilia-Romagna, nell’ambito della futura legge regionale per il sostegno alla natalità e alla genitorialità. E il percorso da qui al 2027 sarà costruito attraverso ascolto, valutazione e partecipazione: avevamo detto che sarebbe stata una sperimentazione vera, ora vogliamo capire cosa ha o non ha funzionato, cosa deve essere migliorato e quali condizioni servono per costruire una misura stabile. Non dobbiamo replicare automaticamente lo stesso modello ovunque: proprio il percorso dei prossimi mesi servirà a individuare condizioni, criteri, modalità organizzative e fabbisogno finanziario della misura futura”.
I dati provincia per provincia
La provincia con più domande è Bologna (1.742 domande, 1.323 frequentanti), seguita da Modena (1.545 domande, 890 frequentanti) e Forlì (763 domande, 755 frequentanti). Reggio Emilia conta 743 domande e 730 frequentanti, Parma 643 e 632, Ravenna 645 e 598.
Seguono l’Unione Terre d’Argine con 647 domande e 647 frequentanti, Piacenza con 445 e 445, il Nuovo Circondario Imolese con 476 domande e 445 frequentanti, l’Unione della Bassa Romagna con 443 e 433, l’Unione della Romagna Faentina con 331 e 331, Rimini con 315 e 315, Ferrara con 250 domande e 196 partecipanti, e l’area di Cesena con 265 e 265.
Le differenze tra territori vanno lette anche alla luce delle diverse modalità con cui i comuni hanno organizzato la misura e gestito le iscrizioni in autonomia: in alcuni casi domanda e offerta si sono allineate perché le iscrizioni sono state chiuse al raggiungimento della capacità prevista.
Il percorso partecipativo verso il 2027
Per migliorare la misura in vista del 2027, la regione avvia un percorso strutturato di ascolto e monitoraggio. A partire da metà settembre sarà diffuso un questionario online rivolto alle famiglie. A ottobre sono previsti tre focus group con comuni ed enti locali, Terzo settore e mondo della scuola, affiancati dal confronto già avviato con Anci e organizzazioni sindacali. A novembre è atteso un momento pubblico di restituzione che contribuirà alla definizione delle linee guida per la misura 2027.
“Proprio questa è una delle ragioni – spiegano de Pascale e Conti – per cui la sperimentazione è preziosa: ci permette di capire meglio non soltanto quanto bisogno esiste, ma anche come intercettarlo e come organizzare l’offerta. Un altro dato che ci sta particolarmente a cuore – aggiungono – è che 600 bambini e bambine con disabilità hanno frequentato i percorsi proposti, ulteriore testimonianza di come questa esperienza rappresenti una grande opportunità di partecipazione e inclusione. Vogliamo – chiudono presidente e assessora – ancora una volta ringraziare sindaci, assessori, funzionari e dirigenti scolastici che hanno messo a disposizione l’organizzazione operativa e gli spazi, e il Terzo settore che ha fatto in modo che tutti i Comuni che potevano aderire al servizio abbiano aderito, nessuno escluso”.
Le scuole di tutta l’Emilia-Romagna riapriranno martedì 15 settembre.
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