“Biblioteca Vivente” in Val Bisagno: quando i ricordi di vita diventano libri da ascoltare
Genova. Risvegliare il piacere di incontrarsi, sedersi a chiacchierare sotto il portone e trasmettere la memoria storica del quartiere, e non solo, alle nuove generazioni. È questo lo spirito con cui l’associazione Il Leccio odv, nell’ambito del Patto di Collaborazione con il Municipio IV Media Val Bisagno, porta nei quartieri della periferia genovese la “Biblioteca Vivente“.
L’iniziativa rientra in un progetto dedicato all’invecchiamento attivo e alla promozione del benessere sociale. Il format, nato in Danimarca nel 2000 e riconosciuto dal Consiglio d’Europa come buona pratica di dialogo interculturale, sostituisce i volumi cartacei con persone reali che mettono a disposizione i propri ricordi raccontandoli in un colloquio intimo di circa 15 minuti.
I protagonisti sono volontari over 65 che, grazie alle proprie esperienze — dai racconti d’infanzia al dopoguerra, fino alle storie di immigrazione e vita di quartiere — si trasformeranno in veri e propri “libri umani” aperti all’ascolto di cittadini, famiglie e giovani “lettori-ascoltatori”.

La locandina degli eventi
Gli appuntamenti in programma
Gli incontri si terranno in due piazze simbolo del quartiere, con inizio sempre alle ore 17. Mercoledì 16 Settembre – Via Giacalone (porticato civico n. 3), con in “catalogo” quattro libri umani: Serenella Avegno, racconterà “San Martino di Strupa, piccolo borgo ligure”; Charles Ayotade “leggerà” “La mia gioventù in famiglia (educazione e legami di affetto)”; Maria Lo Turco presente con “Giorni di festa in collegio”, e infine Rosanna Penco con il suo “Il tempo, patrimonio di ricordi”.
Si replica mercoledì 23 settembre, questa volta in piazza Sant’Eusebio con cinque libri viventi: Iolanda Ferretti e il suo “La mia infanzia durante la guerra e oltre”, Sandrina Germani con “Il natale degli anni 50”, Rino Gioffrè e il suo “Arrivo a Genova dalla Calabria”; Ornella Penco con “Di tutto un po’, Memorie di una quasi ottuagenaria” e infine Fernanda Tassone con “Voci nei corridoi”.
Come funziona la “Biblioteca Vivente”
Per partecipare basta presentarsi sul posto. Ogni “libro umano” occuperà una postazione riservata identificata da un cartello con il titolo del racconto. I lettori potranno sedersi di fronte al narratore (singolarmente o a coppie) per ascoltare la storia e fare domande.
Per accomodarsi in tranquillità, gli organizzatori invitano chi può a portare con sé una sedia pieghevole da casa. Al termine delle letture sarà allestito un piccolo ristoro e messo a disposizione un quaderno per lasciare un pensiero di ringraziamento ai narratori.




