A Rondine la Regione presenta dieci progetti con le scuole sulla cultura della pace
Giani: “Con la Cittadella della pace un’intesa stretta, rilanciata l’anno scorso”. Diop: “La pace si può raggiungere con azioni concrete e scelte consapevoli”. I progetti saranno finanziati con oltre un milione di euro del Fondo sociale europeo plus
Scritto da Walter Fortini, giovedì 4 giugno 2026 alle 17:15
La pace si può costruire in tanti modi. Lo si può fare seminando semi di sostenibilità. La si può aiutare coltivando la solidarietà per un futuro condiviso oppure promuovendo volontariato e cittadinanza attiva. Lo stesso può dirsi del rispetto dei diritti umani, la cui difesa parte anche dalla prevenzione di bullismo e cyberbullismo.
La pace è certamente un fatto culturale ed educativo. E da qui è partita la Regione Toscana, che in occasione della marcia della pace con tantissimi giovani ed oltre quattromila partecipanti e del YoutopicFest alla cittadella della pace di Rondine in provincia di Arezzo, il festival internazionale sul conflitto iniziato oggi, ha presentato dieci progetti che coinvolgeranno centotrenta istituti scolastici, oltre 750 classi e quindicimila ragazze e ragazzi di tutte le province toscane: dieci progetti che parlano di pace, dei valori fondanti dell’Unione europea e dei temi dell’agenda 2030, dal contrasto al cambiamento climatico e la salvaguardia dell’ambiente alla cittadinanza globale ad esempio, dal consumo e la produzione sostenibile al volontariato, dal rispetto del diritti umani al bullismo e la cultura della non violenza, con attività di sensibilizzazione rivolte a docenti e studenti che animeranno e si dispiegheranno nel corso del prossimo anno scolastico.
“La Toscana ha firmato un’ anno fa un’intesa con Rondine per promuovere insieme un impegno concreto per la pace – commenta il presidente Giani -. In questo momento storico attraversato da crescenti tensioni e nuovi conflitti vogliamo rilanciare la nostra vocazione e il nostro contributo”. “La pace è un obiettivo che si può raggiungere attraverso azioni concrete e scelte consapevoli” ricorda Mia Diop, vice presidente della Toscana con delega, tra le altre, alla cooperazione internazionale e alla pace, che domani, venerdì 5 giugno, sarà a Rondine.
In occasione della marcia di oggi spunti di riflessioni, inviti e consigli per la pace si rincorrono dietro ad ogni angolo: trasudano da foto e installazioni artistiche, affiorano nei numerosisimi dibattiti, si materializzano nei manifesti e negli stessi volti delle persone: inviti al disarmo, ad ascoltare e ad ascoltarsi, a trovare tempo e spazio per vedere nell’altro la persona.
“In un momento in cui a livello europeo si discute sulla possibilità di ridurre le risorse destinate alla coesione, alle pari opportunità e a creare migliori opportunità di lavoro a favore del riarmo dell’Europa – spiega la vice presidente Diop -, come Regione Toscana, da sempre è attenta e sensibile al tema della pace e del dialogo, abbiamo voluto dare il nostro contributo: concreto”. La cultura della pace alla fine si costruisce infatti dal basso o con le nuove generazioni: partendo anche dalla scuola, dunque.
Due anni fa la Regione ha per l’appunto avviato una revisione del programma finanziato con i fondi europei, rafforzando le attività legate ad istruzione e formazione. Educare le nuove generazioni vuol dire fornire ai giovani gli strumenti per un pensiero critico, con cui riflettere e poi decidere. La Regione ha scelto da un lato la cultura della memoria (con il viaggio ad esempio degli studenti toscani nei luoghi di sterminio nazifascista) e dall’altro la pace. Passato e presente, che si intrecciano e si sostengono a vicenda.
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