A “Indovina chi viene a cena” su Rai3 la vicenda giudiziaria delle eutanasie nel canile sanitario

La sentenza di primo grado sulle presunte eutanasie non necessarie al canile sanitario di Città Sant’Angelo è arrivata il 7 maggio e ha portato alla condanna a 4 mesi dell’allora direttore, il veterinario Lucio Di Tommaso, e l’assoluzione del collega Franco Ruggeri. Condanna arrivata per il solo capo di imputazione relativo all’uccisione di alcuni cuccioli con il Tanax e non per le altre accuse cui erano chiamati a rispondere.
A far scattare l’inchiesta fu la Lega del Cane e ora quella storia è arrivata alle cronache nazionali con il servizio andato in onda il 26 maggio nella trasmissione di Rai3 “Indovina chi viene a cena” condotta dalla giornalista Sabrina Giannini.
Un servizio in cui vengono lette le testimonianze raccolte proprio sull’uccisione di quei cuccioli che, emerge, erano da poco nati da un cane che doveva essere sterilizzato e che il veterinario avrebbe ordinato di sopprimere con il farmaco, come emergerebbe da una intercettazione, procedendo poi lui stesso a farlo una volta verificato che la persona cui l’aveva chiesto non aveva eseguito la procedura.
A parlare, nel servizio nel corso del quale anche Di Tommaso è stato raggiunto dalla troupe, sono stati in tribunale la presidente della Lega del Cane di Pescara, Paola Canonico, e l’avvocato Michele Pezone che cura gli interessi dell’associazione costituitasi parte civile nel procedimento.
L’avvocato ha ribadito quanto già dichiarato il giorno della sentenza, parlando di “tiepida soddisfazione” e del possibile ricorso in appello rimarcando la portata delle condanne previste quando si parla di reati concernenti gli animali. Al di là del fatto che il pm aveva chiesto 2 anni, “le pene sono queste – ha sottolineato -: il furto di un pacchetto di caramello potrebbe essere punito con pene superiori”.
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