a Capanne si pensa all’ampliamento e alla stanza per l’affettività

Visita istituzionale alla Casa Circondariale di Perugia Capanne, inserita nel cartellone di “Ristretti in agosto”, da parte dell’assessore regionale al Welfare Fabio Barcaioli, del consigliere regionale di Forza Italia Andrea Romizi, del vicesindaco di Perugia Pierini e dei rappresentanti della Camera penale di Perugia.
Secondo il rapporto del Ministero della Giustizia aggiornato al 31 agosto, Capanne ospita 488 detenuti, di cui 277 stranieri, a fronte di una capienza regolamentare di 363 posti. Ma il dato è ancora più drammatico se si considera che, dei 363 posti teorici, ben 54 non sono attualmente disponibili per problemi strutturali o logistici. I posti effettivamente agibili scendono così a 309, portando il tasso di sovraffollamento oltre il 130% rispetto alla capienza regolamentare e a percentuali ben più elevate se calcolato sui posti realmente utilizzabili.
Un sovraffollamento che, come sottolineato dal presidente della Camera Penale di Perugia, Luca Gentili, rende la struttura “veramente invivibile”, sia per i detenuti che per la polizia penitenziaria, quest’ultima alle prese con un organico “estremamente ridotto” che non consente di garantire servizi essenziali.
Proprio in questo contesto si inserisce il progetto di ampliamento del carcere, al centro del confronto odierno. Sono due gli interventi previsti: il primo, già in fase di realizzazione, è un nuovo padiglione da 80 posti finanziato con il Piano nazionale per gli investimenti complementari al Pnrr per quasi 12 milioni di euro. Il secondo, inserito nel programma nazionale di edilizia penitenziaria 2025-2027, prevede ulteriori 120 posti per un investimento di 15 milioni. In totale, l’incremento documentato è di 200 nuovi posti.
Un’ipotesi che, però, solleva interrogativi non secondari. Come ha spiegato l’assessore Barcaioli, “un intervento di queste dimensioni richiede una riflessione condivisa tra tutte le istituzioni del territorio, per comprendere cosa significherà per l’organizzazione del carcere e per la città di Perugia”. Se ai 363 posti attuali si aggiungessero i 200 previsti, la capienza teorica salirebbe a 563, ma mantenendo l’attuale rapporto tra detenuti e posti disponibili, si potrebbe arrivare a una popolazione di 750-800 detenuti, con il rischio di aggravare, anziché risolvere, le criticità esistenti.
Tra le questioni affrontate durante il sopralluogo, particolare attenzione è stata riservata al tema degli spazi per l’affettività dei detenuti, dopo il riconoscimento di questo diritto da parte della Corte costituzionale. La direzione di Capanne ha già individuato una stanza da destinare a questo uso, ma per renderla agibile occorre eliminare un bagno e acquistare gli arredi, per una spesa stimata di circa 5.000 euro.
“Parliamo di una spesa di appena 5 mila euro – ha denunciato il presidente Gentili – eppure le risorse non ci sono”. Un importo economicamente limitato, ma che rischia di rappresentare un ostacolo insormontabile per la concreta attuazione di un diritto già sancito.
Nel corso dell’incontro è stata ribadita la necessità di rafforzare gli strumenti che accompagnano le persone durante e dopo l’esecuzione della pena. In questa direzione si inserisce l’avviso pubblico G.I.O.I.S. – Giustizia, Inclusione, Opportunità e Inserimento sociale, pubblicato ieri dalla Regione Umbria con una dotazione di 462.090 euro per il triennio 2026-2028. Le risorse, finanziate dal PR Umbria FSE+ 2021-2027, sono destinate a percorsi di formazione, riqualificazione professionale e inclusione attiva per adulti sottoposti a esecuzione penale negli istituti di Perugia Capanne, Spoleto e Orvieto.
“Non dobbiamo mai dimenticare le persone detenute, né le condizioni nelle quali vivono e affrontano il proprio percorso – ha dichiarato Barcaioli – Il reinserimento sociale passa dalla possibilità di arrivare alla fine della pena con strumenti diversi da quelli con cui la si è iniziata. Il modo in cui una società guarda alle persone detenute dice molto della capacità di quella società di occuparsi del futuro”.
Al termine della visita, la direttrice della Casa Circondariale, Antonella Grella, ha comunicato l’imminente conclusione del proprio incarico presso la struttura. L’assessore Barcaioli ha voluto ringraziarla “per il lavoro svolto in questi anni e per l’impegno e la serietà con cui ha seguito la vita dell’istituto”.
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