Trentino Alto Adige/Suedtirol

A Bolzano FdI perde i pezzi, lascia anche Andrea Lucci – Bolzano



BOLZANO. Due addii pesanti per Fratelli d’Italia in meno di una settimana. Dopo Giuseppe Martucci, anche Andrea Lucci ieri ha annunciato la decisione di lasciare il gruppo consiliare comunale e passare al gruppo misto.

La causa della rottura? Sempre la stessa. La gestione delle dinamiche interne ed in particolare del caso Vettori da parte del potente capogruppo Roberto Muraro, un organizzatore di importanti eventi sportivi e non solo, prestato alla politica.

Che alla fine di gennaio del 2025 a sorpresa aveva vinto il congresso di FdI, diventando coordinatore cittadino del partito e candidandosi poi alle elezioni comunali. «La decisione – spiega Lucci che per altro non nomina mai Muraro – nasce dal venir meno delle condizioni minime di dialogo e confronto all’interno del gruppo. Nonostante i ripetuti tentativi, promossi anche insieme al consigliere Martucci, di favorire un metodo di lavoro più aperto, trasparente e partecipato, non si sono registrati cambiamenti significativi nelle dinamiche interne».

La distanza insanabile

«Nel tempo – prosegue il consigliere – è inoltre maturata una progressiva distanza tra i valori, le modalità di azione e comunicazione espresse dal gruppo e i principi che orientano l’impegno personale e istituzionale del consigliere. Tale distanza si è evidenziata anche in occasione del caso Vettori, in relazione alla lettura del rapporto tra il principio del garantismo e la tutela dei diritti delle donne, ritenuta non pienamente condivisibile».

La coalizione più fragile

Il gruppo di FdI passa così da sette consiglieri, eletti meno di un anno fa, a cinque (oltre al capogruppo Muraro, gli assessori Patrizia Brillo, Tritan Myftiu, la presidente del consiglio Antonella Longo e Carlo Vettori). Come Martucci, anche Lucci conferma la “volontà di continuare a svolgere il proprio mandato con serietà e coerenza, contribuendo al lavoro della maggioranza nel rispetto dei principi istituzionali e dell’interesse della comunità”.

Questo in realtà è un altro forte scossone per il partito, guidato in consiglio comunale da Muraro, molto vicino al gruppo che fa riferimento alla consigliera provinciale Anna Scarafoni, ma soprattutto per la coalizione di centrodestra guidata dal sindaco Claudio Corrarati che esce indebolita dalle fratture ormai sempre più evidenti all’interno di Fratelli d’Italia, il partito originariamente più forte dello schieramento.

La maggioranza più la Svp in questo momento può contare su 22 voti (su 45 consiglieri); più tre ex che fanno parte del gruppo misto e non hanno più alcun obbligo. La prima ad uscire proprio dalla Civica di Corrarati era stata la consigliera Barbara Pegoraro; mercoledì scorso ad annunciare il divorzio da FdI era stato Martucci, ora è la volta di Lucci. In questo quadro di continue fibrillazioni la Svp tace, ma si sa che all’interno del partito di raccolta crescono insofferenza e dubbi circa la possibilità di reggere altri quattro anni.




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