A Bojano l’incontro per la prevenzione delle truffe agli anziani presso il Centro Polifunzionale per la Terza Età | isNews
A confronto con il tema grazie all’intervento del primo dirigente della polizia di Stato della Questura di Roma Rita Sverdigliozzi
di Rita Carla Codispoti
BOJANO. Nel pomeriggio di sabato 6 giugno presso il Centro Polifunzionale per la Terza Età di Bojano, si è svolto un incontro con la dottoressa Rita Sverdigliozzi, primo dirigente della polizia di Stato della Questura di Roma, riguardante il tema della prevenzione delle truffe nei confronti degli anziani. Il Centro Polifunzionale per la Terza Età di Bojano da marzo ha un nuovo Presidente, Antonino Desiata, già Commissario della Polizia di Stato della Questura di Campobasso, mentre il Vice-Presidente è Carlo Sverdigliozzi, padre di Rita, da anni impegnato come volontario della Croce Rossa.
La Polizia di Stato come pure l’Arma dei Carabinieri negli ultimi tempi purtroppo con l’intensificarsi delle truffe a danno delle categorie deboli, quali gli anziani, mandano il loro personale per istruire i cittadini cercando di prevenire eventi del genere, attraverso una informazione puntuale e corretta di cosa fare e non fare, un vero e proprio vademecum contro le truffe.
Sverdigliozzi, originaria di Bojano, si sta distinguendo da diversi anni, con tenacia, per le operazioni portate a termine per la Polizia di Stato, e per aver guidato diverse importanti sedi investigative e di pubblica sicurezza, anche impegnata in prima linea in iniziative sociali con importanti riconoscimenti, ha raccontato di come nei giorni scorsi a Roma, dove presta servizio, ha riconosciuto delle borseggiatrici di nazionalità straniera, e prontamente gli ha impedito di rubare, purtroppo “durante l’evento giubilare – ha spiegato la Sverdigliozzi – hanno preso molti borseggiatori e malviventi”.
Il fenomeno delle truffe sfrutta sicuramente la solitudine e la buona fede degli anziani, per questo i consigli principali sono: non aprire la porta agli sconosciuti, diffidare di telefonate inaspettate da parenti in difficoltà o finti tecnici o poliziotti/carabinieri, e non consegnare mai denaro o gioielli ad estranei.
In particolare, “i truffatori spesso si fingono parenti, figli o nipoti”, come ha detto la Sverdigliozzi, “che chiedono soldi per un incidente o per emergenze, o avvocati, Forze dell’Ordine”. Ed è allora che è opportuno “chiudere la chiamata e contattare il parente in questione o il 112 per verificare l’identità, perché spesso si utilizzano anche tesserini falsi”.
Certo è che i truffatori approfittano della fretta, quindi è fondamentale mantenere la calma e riflettere prima di agire.
La Sverdigliozzi ha inoltre sottolineato come bisogna fare attenzione all’abbigliamento dei truffatori, che potrebbero nascondere particolari fondamentali per non essere riconosciuti, e poi la dirigente ha consigliato l’utilizzo dell’Applicazione “Where are you”, che è l’App ufficiale per l’emergenza, collegata alle Centrali Uniche di Risposta (CUR) del Numero Europeo d’Emergenza 112 per contattare i soccorsi (Forze di Pubblica Sicurezza, Vigili del Fuoco e Soccorso Sanitario), in caso di emergenza; l’App è connessa al sistema informativo della CUR 112, tramite rete dati o tramite SMS, permettendo una localizzazione puntuale anche nei casi in cui il chiamante non sa o non è in grado di dire dove si trova; per questo il consiglio della Sverdigliozzi agli anziani presenti è stato di farsela installare dai propri familiari imparando ad usarla, agevolando così le chiamate di emergenza.
Gli anziani presenti hanno rappresentato alla Sverdigliozzi episodi in cui si sono stati coinvolti in tentativi di truffa e lei ha ribadito la necessità di “denunciare sempre anche se non si è compiuta la truffa”
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