A Bari il Black Friday ma i commercianti di quartiere dicono ‘no’
Nell’ultima settimana di novembre, come ogni anno, Bari vive un ‘referendum’ sulla mania del Black Friday: alle urne c’è chi dice sì e c’è chi dice no. La scontistica legata al venerdì nero è una tradizione americana che succede al giorno del Thanksgiving Day (Giorno del Ringraziamento, il quarto giovedì del mese di novembre), festeggiato oltreoceano per celebrare unità e gratitudine. Con il Black Friday partono offerte e sconti attesissimi dalla popolazione in vista del Natale. Una tradizione che nasce da lontano per essere importata in Italia e accolta anche in Puglia. Ma non da tutti.
Il Black Friday divide le coscienze tra commercianti che si oppongono a quella che definiscono “l’ennesima americanata” e chi, invece, si allinea applicando percentuali di sconto. Passeggiando per la città, ciò che colpisce è la presenza di cartelli con la dicitura “Black Friday” fuori dalle cosiddette ‘catene’, mentre le vetrine dei negozi di quartiere tacciono. Chiediamo spiegazioni: “Non ho mai aderito a questa tradizione estera, che non ci appartiene – commenta il titolare di uno storico negozio di articoli per la casa su corso Benedetto Croce – diciamolo chiaramente: con i nostri clienti, è quasi automatico applicare un riguardo o arrotondare per difetto il prezzo, senza bisogno di aspettare un periodo dell’anno in particolare”.
Concorda il suo dirimpettaio, gestore di un negozio di abbigliamento: “Quando qualcuno viene da noi, si instaura una relazione che, in alcuni casi e con il tempo, diventa simile a un’amicizia – dichiara – è aberrante dover attendere e far attendere il proprio cliente per ottenere uno sconto”. Ciò che sottolineano entrambi i titolari è il rapporto personale e la fiducia tra negoziante e acquirente che verrebbero minati da “specchietti per le allodole”, come la percentuale sul prezzo relegata ad un solo giorno (o, nel migliore dei casi, ad una settimana). Certo è che, pochi passi più avanti sulla stessa via, quel cartello “Black Friday: -40%” fuori da un brand in franchising fa gola. “Questo fa sì che noi piccoli negozi soffriamo sempre di più e ci vediamo schiacciati dalla concorrenza”, continuano.
“Per fortuna, in un certo verso, il Black Friday sta perdendo il suo fascino”, afferma qualcun altro. Dopo un periodo di boom economico e di spese pazze incalzate dai carrelli online e dall’accumularsi di brand concorrenziali dal punto di vista della quantità a dispetto della qualità e dell’umanità tra persone, negli ultimi tempi il compratore sta imparando a razionalizzare gli acquisti, concentrandosi su ciò di cui ha veramente bisogno, sulle tempistiche, sulle stagioni, tornando a fidarsi del suo commerciante di fiducia. E allora, black Friday o non black Friday? Questo è il dilemma.




