Giù il capello, siamo in Tennessee, dove la musica è religione
Un poliziotto, un avvocato, un droghiere, persino un impiegato di banca. Erano gli ultimi anni dell’Ottocento e negli Stati Uniti spopolavano le band di paese. Appassionati di musica che salivano su piccoli palchi e, anche con pochi rudimenti, facevano impazzire le folle. Jasper Newton Daniel, per tutti Jack, aveva comprato gli strumenti ai suoi quattro amici e chiese loro di imparare a suonarli. Lui aveva un bellissimo pianoforte, uno Steinway Grand, con cui si era innamorato della musica, affascinato dal suo potere aggregante. Autenticità e unione. Così nacque la Silver Cornet Band, che a Lynchburg – un piccolo paese del Tennessee, un centinaio di chilometri a sud di Nashville – diventò presto un’attrazione locale.
A distanza di oltre un secolo, siamo tornati lì. In quel villaggio di 6mila abitanti, con un unico semaforo a gestire il traffico e una piccola piazza centrale dove lo stesso Daniel, nel 1892, aprì due saloon, il White Rabbit e il Red Dog. Luoghi dove stare insieme, condividere il tempo e i pensieri, sempre in compagnia di buona musica. Che usciva dalle finestre, attirava l’attenzione dei passanti, raggiungeva persino la vicina distilleria, anch’essa di proprietà di Jack Daniel. L’aveva fondata qualche anno prima, nel 1875, grazie ad una piccola eredità paterna, e in tempo record divenne una delle distillerie più importanti del Tennessee con la sua inconfondibile bottiglia quadrata, simbolo di onestà e integrità.
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