Basilicata

Ex Ilva, Decaro “Solo con area a freddo lavorerebbero poche persone”





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MILANO (ITALPRESS) – “Siamo arrivati al capolinea per quanto riguarda l’ex Ilva? Sicuramente per l’area a caldo sì. Oggi c’è una sentenza, che va rispettata. I dati che sono a disposizione della Regione e che comunichiamo annualmente sono molto preoccupanti. Abbiamo un’incidenza di malattie che hanno una percentuale che va dal 10 al 20 per cento in più rispetto alla media regionale”. Lo ha detto il Presidente della regione Puglia, ed esponente del PD Antonio Decaro ospite a Start su Sky TG24. L’ex Ilva con un’area a freddo avrà un futuro? “Solo con area a freddo lavoreranno pochissime persone. Più che area a freddo la chiamerei attività di verticalizzazione, vengono fatti dei prodotti laminati con l’acciaio. Credo che ci sia bisogno di una fabbrica che non inquini, ma anche di altre attività produttive a Taranto”, ha aggiunto.

“Avevamo chiesto 6 miliardi e 8, rispetto al miliardo che già c’era, e il governo ha messo a disposizione 2,4 miliardi. Parliamo di un finanziamento di un terzo rispetto a quello chiesto dalle Regioni all’unanimità, indipendentemente dal colore politico. Prima di chiedere quei 6,8 miliardi siamo stati molto attenti. Abbiamo fatto fare ulteriori approfondimenti perché non volevamo chiedere al governo risorse senza un’analisi attenta. Sappiamo bene che ci sono problemi economici, che la manovra complessiva è stata da 26 miliardi e una parte di quelle risorse sono andate in deroga grazie all’Europa, altrimenti sarebbe stata ancora più limitata, ma si fanno delle scelte. E la scelta è stata quella di sotto finanziare la sanità, rischiamo di tagliare i servizi e tagliare l’assistenza in un momento in cui aumenta la domanda”, ha sottolineato riguardo la manovra.

“È nostra intenzione come Puglia fare ricorso alle intese, se saranno approvate dal Parlamento. Faremo ricorso alla Corte costituzionale, l’ho già annunciato. L’autonomia differenziata agevola solo le Regioni che hanno una capacità fiscale maggiore. Ci sarà una migrazione di medici e infermieri dalle Regioni con minore capacità fiscale, che sono le Regioni del Sud, verso le Regioni del Nord e quindi si sposteranno anche i pazienti e le Regioni del Sud pagheranno, con quella che si chiama mobilità passiva, le Regioni del Nord”, ha concluso.

– Foto Ipa Agency –

(ITALPRESS)

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