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Botti illegali dalla Calabria al Salento: maxisequestro di una tonnellata di esplosivi

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Dieci spedizioni intercettate, sei perquisizioni domiciliari, cinque persone denunciate per fabbricazione o commercio abusivi di materiali esplodenti, il titolare di una delle aziende mittenti denunciato per attentato alla sicurezza dei trasporti. Sequestrata una tonnellata di materiale pirotecnico, contenente 142 kg di massa attiva, di cui 650 bombe carta e 720 manufatti artigianali, e scoperto un laboratorio clandestino per la fabbricazione di bombe carta all’interno del garage di un’abitazione. Questo il bilancio dell’attività della Polizia di Stato, che in vista del periodo di festività natalizie, ha intensificato le attività di prevenzione e contrasto al commercio illegale di materiale esplodente.

Nell’ambito della consueta attività di prevenzione che precede di diversi mesi il periodo delle festività, infatti, il Questore Giampietro Lionetti ha intensificato i controlli che hanno portato il personale della Questura di Lecce a individuare un significativo flusso di articoli pirotecnici provenienti da aziende ubicate prevalentemente in Campania e Calabria, destinati a numerosi acquirenti residenti nel territorio della provincia.

Le indagini hanno consentito di ricostruire un sistema di commercializzazione che sfrutta piattaforme social e canali di messaggistica, attraverso i quali i prodotti vengono pubblicizzati e prenotati da privati cittadini. Le spedizioni hanno raggiunto diversi hub logistici per essere successivamente recapitate agli acquirenti mediante i normali circuiti di corrieri. Si tratta di fuochi d’artificio, petardi, razzi, ed altri articoli pirotecnici appartenenti a diverse categorie che viaggiano su strada, all’interno di imballaggi apparentemente ordinari, studiati per dissimulare la reale natura del contenuto e sottrarlo ai controlli.

Le modalità di occultamento riscontrate sono particolarmente insidiose: scatole di cartone assemblate al contrario, in modo da nascondere all’interno le indicazioni e i simboli identificativi del materiale trasportato, oppure doppi imballaggi con uno scatolone inserito nell’altro e, in alcuni casi, ulteriormente avvolto in una anonima carta bianca. Una pratica che, oltre a violare la normativa sul trasporto di merci pericolose, che impone l’uso di precauzioni particolari per il trasporto, espone a gravi rischi non soltanto i destinatari, ma anche tutti gli operatori della filiera logistica che spesso, inconsapevolmente, entrano in contatto con carichi contenenti sostanze esplodenti.

Alla luce della diffusione del fenomeno su tutto il territorio provinciale, è stata predisposta una capillare attività di controllo e contrasto, sotto la direzione della Procura della Repubblica, con il coinvolgimento di più articolazioni della Polizia di Stato.

Sono tuttora in corso gli approfondimenti finalizzati a verificare eventuali ulteriori responsabilità delle aziende mittenti e a valutare l’applicazione delle sanzioni amministrative, pecuniarie e accessorie previste dalla normativa di settore. Particolarmente significativa è stata la scoperta, nel corso di una delle perquisizioni domiciliari, di un vero e proprio laboratorio clandestino allestito nel garage dell’abitazione.

Il proprietario, titolare di licenza di fuochino, aveva organizzato uno spazio attrezzato per la fabbricazione artigianale di manufatti esplodenti, al di fuori di qualsiasi autorizzazione e in condizioni di assoluta pericolosità. Nei suoi confronti, oltre alla denuncia all’Autorità Giudiziaria, su proposta della Divisione Polizia Amministrativa della Questura, è stato operato il ritiro della licenza da fuochino e della licenza di porto di fucile per uso tiro a volo, con il conseguente ritiro delle armi e delle munizioni legalmente detenute.

Analoghi provvedimenti sono stati adottati nei confronti di un altro soggetto denunciato per la violazione della legge sulla fabbricazione di materiali esplodenti al quale sono state ritirate la licenza di porto di fucile per uso caccia, le armi e le relative munizioni.


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