Campus Einaudi occupato, Prandi accetta l’invito di Cirio: “Portiamo alle lezioni al Grattacielo”

Stamattina una delegazione dell’Università farà un sopralluogo e poi il percorso per portare gli studenti al Grattacielo della Regione potrà ufficialmente partire. La rettrice di Unito, Cristina Prandi, ha deciso di accettare la proposta del presidente Alberto Cirio, che martedì aveva messo a disposizione 500 posti nel centro congressi. Una decisione che arriva dopo una decina di giorni di occupazione del Campus Einaudi, dove 150 persone dormono all’interno e fanno festa: ieri sera, per esempio, c’è stato il concerto di Cosmo. Nel frattempo, per circa 17 mila studenti le aule sono chiuse e le lezioni sono solo online.
La scelta della rettrice suona come uno schiaffo agli occupanti e un modo per garantire il diritto allo studio in presenza a migliaia di iscritti. Una necessità ancora più urgente di fronte a un’occupazione che potrebbe protrarsi a lungo e allargarsi anche a Palazzo Nuovo da domani pomeriggio. «Unito ribadisce la priorità di restituire al più presto il Campus Einaudi alla piena disponibilità dell’intera comunità universitaria, con la conclusione dell’occupazione dopo aver garantito la continuità con didattica online», si legge in una nota.
La vicenda si inserisce in un clima particolarmente teso, con una parte dei docenti, circa un centinaio, schierata a sostegno dell’occupazione e un’altra che ha firmato la petizione per chiedere la liberazione del Campus, che ha raccolto oltre mille adesioni. «Ringrazio il Presidente Cirio per la disponibilità e la collaborazione – dichiara la Rettrice –. La didattica in presenza è fondamentale per la qualità della formazione e della vita universitaria. Per questo lavoriamo per consentirne la ripresa anche nelle difficoltà determinate dall’occupazione». Nel suo messaggio, la rettrice si augura anche che altre istituzioni del territorio, come il Comune, possano dare una mano: «Sarebbe un bel segnale di solidarietà e di responsabilità condivisa nei confronti delle nuove generazioni».
Tutto è partito martedì, quando Cirio, dopo l’incontro con il ministro Matteo Piantedosi, aveva definito l’occupazione del Campus Einaudi «un sopruso inaccettabile e anticostituzionale». «Un gruppetto di 50-100 ragazzi impedisce ad altri 17 mila di frequentare le lezioni. Va condannato con forza», aveva dichiarato, annunciando la disponibilità gratuita di 500 posti nel centro congressi del Grattacielo della Regione. Una strada immediatamente contestata da Cambiare Rotta, che occupa il Campus insieme a Studenti Indipendenti, Assemblea Cps e Cua (gruppo vicino ad Askatasuna). Secondo il collettivo, si tratta dell’«ennesima prova inequivocabile del fatto che la possibilità di venire incontro agli studenti ci sono, ma si rifiutano di farlo, li usano invece soltanto in maniera strumentale quando conviene loro politicamente». Il collettivo annuncia infine che la mobilitazione proseguirà.
Intanto, il Senato Accademico ha accolto la richiesta dei rappresentanti dell’Assemblea Cps di convocare una seduta straordinaria sull’occupazione. Cinque delegati studenteschi potranno esporre le proprie richieste e i loro nominativi dovranno essere comunicati entro oggi, al momento non sono ancora arrivati.
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