Calabria

Calabria, dalla riscoperta del patrimonio a un nuovo turismo culturale

Nato nel 1975 sul modello del National trust britannico, con l’obiettivo di tutelare e valorizzare il patrimonio storico, artistico e paesaggistico italiano, in Calabria il Fai, Fondo per l’ambiente italiano, si costituisce nel 2006 con le prime due delegazioni: Locride e Reggio Calabria. Alle quali, nei tre anni successivi, si aggiungono quelle delle altre province.
Dell’attività della Fondazione nel territorio calabrese, abbiamo parlato con l’attuale presidente regionale, Laura Carratelli, già capo delegazione di Cosenza dal 2009 al 2024.

Da quanti anni è alla guida del Fai Calabria?

«Dall’1 giugno del 2024. Sin dal mio insediamento, mi sono mossa nell’ambito di quello che è il ruolo del presidente regionale del Fai: rappresentare la rete territoriale dei volontari nella regione; coordinare le attività delle delegazioni e dei gruppi; istituire, eventualmente, nuove delegazioni; e raccordare il più possibile l’azione delle delegazioni con quelli che sono gli obiettivi della sede centrale. In questo, ho continuato nel solco tracciato da chi mi ha preceduto, Anna Lia Paravati, attualmente presidente regionale onorario».

Tracciamo un bilancio delle attività svolte durante la sua presidenza.

«Come peculiarità rispetto a quella che è l’azione che solitamente si porta avanti, lo scorso anno ho organizzato un evento importante alla Cattolica di Stilo, in collaborazione con il Dibest dell’Unical e con la Direzione regionale dei Musei, dove è stato illustrato un restauro dipendente dai problemi arrecati dal cambiamento climatico. È stata presentata anche un’app elaborata dall’Università per illustrare il bene in tutte le sue dimensioni, comprese le pareti che non si vedono mai, perché prospettano sui burroni della collinetta dove sorge il monumento. Inoltre, quest’anno ho dato impulso alla stipula di una convenzione tra il Fai nazionale e la Camera di commercio di Cosenza, nell’ottica di realizzare obiettivi di promozione turistica e dare la possibilità di formare operatori preparati sul turismo culturale. Con l’auspicio che l’accordo possa essere replicato anche in altre realtà. Infine, è stata ampliata la rete territoriale con la nascita del Gruppo Fai Ionio Cosentino, la cui attività è stata inaugurata con una visita molto partecipata a fine ottobre, nel centro storico di Amendolara».
L’articolo completo è disponibile sull’edizione cartacea e digitale


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