Valnerina, cantieri Anas sulla Tre Valli: il comitato protesta in Regione

Volantini, striscioni e una delegazione davanti alla Regione. Il Comitato Tutela Patrimonio Valnerina è tornato a farsi sentire nella mattinata di giovedì a Perugia, con un’iniziativa di sensibilizzazione contro i lavori avviati da Anas lungo la strada statale 685 Tre Valli, nel tratto tra Sant’Anatolia di Narco e Norcia. Al fianco del comitato c’erano le associazioni Democrazia e Territorio e Italia Nostra Valnerina, mentre al fronte del no hanno aderito anche il Comitato Ginkgo Biloba di Perugia e l’Associazione Prospicio.
Il nodo della pubblica utilità Il progetto ha ottenuto il via libera dai Comuni di Vallo di Nera e Sant’Anatolia di Narco e dalla Regione Umbria, che ne hanno riconosciuto la pubblica utilità. È proprio questo il punto su cui si concentra la contestazione: secondo il comitato l’opera presenterebbe gravi criticità tecniche e la pubblica utilità sarebbe di fatto inesistente. Nella ricostruzione dei promotori, il beneficio concreto si ridurrebbe a circa in un risparmio di tempo quantificabile, a loro dire, in pochi secondi, tant’è che lo slogan della compagna di contestazione recita: «Per 15 secondi in meno, un patrimonio in meno».
Il timore di un nuovo isolamento A spiegare le ragioni della presenza in Regione è stato il presidente del comitato, Francesco Rotondi. «Siamo qui per i maxi cantieri che Anas sta portando avanti sulla Tre Valli, un intervento che riguarda circa dieci chilometri di strada e che rischia di compromettere ancora di più i collegamenti della Valnerina», ha spiegato. «L’apertura dei cantieri comporterà, anche per ragioni di sicurezza, numerosi semafori e deviazioni, col rischio concreto di un nuovo isolamento della Valnerina, persino più grave di quello che abbiamo vissuto dopo il terremoto».
Paesaggio e turismo Alle preoccupazioni per la viabilità si aggiungono quelle per l’impatto ambientale. «Parliamo di una strada che il Touring Club ha inserito tra le dieci più belle d’Europa», ha sottolineato Rotondi. «Questi interventi rischiano di deturparla» e «Se chiude la Valnerina muore la sua economia», si legge nei volantini distribuiti davanti alla Regione.
Posti di lavoro Il presidente ha poi richiamato uno studio commissionato dal comitato a un ufficio specializzato di Perugia. «Secondo questa analisi i lavori potrebbero causare la perdita di circa 2mila posti di lavoro nel turismo, soprattutto a Norcia e in una parte della Valnerina», ha detto Rotondi. «Parliamo di perdite economiche per milioni di euro, con conseguenze pesanti per le attività produttive e per tutto il territorio». Si tratta di stime presentate dal comitato e non di conseguenze già accertate.
Agricoltura Nel mirino anche le ricadute sulle imprese agricole e sui cantieri della ricostruzione post sisma. «Chi lavora nei campi o nella ricostruzione sarà costretto a passare per la Meggianese o ad allungare il tragitto sulla Stellanese», ha spiegato Rotondi. «Significa più tempo e più costi di trasporto, cioè altri danni economici per un territorio già duramente colpito dal terremoto e per imprese e comunità che sono già in difficoltà».
I ricorsi Sul piano legale, il comitato ha già presentato ricorso alla magistratura ordinaria e alla Corte dei conti, chiedendo di verificare l’effettiva sussistenza della pubblica utilità dell’opera e il corretto impiego delle risorse pubbliche impegnate.
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